Quarto trimestre di crescita zero. Si allontana lo spettro della deflazione

DEFLAZIONE

ROMA. – La stagnazione prosegue nel quarto trimestre che si chiuderà con una crescita “pari a zero” (con un forchetta tra -0,2% e +0,2%). Lo stima l’Istat che, sulla base di questo dato, conferma che “per il 2014 il rallentamento dell’economia è previsto pari a -0,3%”. Mentre sul fronte dei prezzi, secondo le stime preliminari su novembre l’inflazione è per il secondo mese consecutivo sopra lo zero con un +0,2% tendenziale (dopo il +0,1% di ottobre), e dopo l’allarme deflazione a agosto e settembre; resta invece negativa la variazione congiunturale, con la stima di un calo dello 0,2% a novembre rispetto al mese precedente. Segnali quindi di allentamento della “fase di forte contrazione della dinamica dei prezzi” sulla spinta delle “tendenze deflazionistiche dei prezzi delle materie prime e dei beni di importazione ma anche della debolezza dei consumi”. Anche se l’Istat indica che sulla base delle opinioni di imprenditori e consumatori è prevedibile “una forte moderazione dei prezzi nei prossimi mesi”. L’inflazione acquisita per il 2014 scende allo 0,2% dallo 0,3% di ottobre. Intanto rincara ancora a novembre il cosiddetto “carrello della spesa” (i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona) che aumenta dello 0,6% rispetto al mese precedente e dello 0,5% rispetto allo stesso mese di un anno prima “in accelerazione dal +0,1% di ottobre”. Nel complesso è una “lieve accelerazione” quella che, con le stime preliminari, l’Istat rileva dell’andamento dei prezzi a novembre: deriva, secondo gli esperti dell’Istituto, soprattutto dagli “alimentari non lavorati” (+0,8% dal -0,2% di ottobre)”, ed in particolare dai prezzi di verdura (+8,5%) e frutta fresche (+2,4%). In calo benzina (-3,3% mensile) e diesel (-2,6%). Infatti, la verde cala su base mensile del 3,3%, mentre fa registrare su base annua una flessione del 2,4%. La Coldiretti conferma l’allarme per l’aumento “record” dei prezzi della verdura, e il forte rincaro per la frutta, condizionati da fattori stagionali – spiega – ma spinti dalla “pesante ondata di maltempo che ha distrutto le coltivazioni”. Nell’Eurozona, dopo il rimbalzo di ottobre secondo la prima stima Eurostat a novembre l’inflazione torna a scendere: si è attestata allo 0,3% tendenziale rispetto allo 0,4% del mese precedente; con l’eccezione di ottobre è da gennaio che il tasso d’inflazione Ue-18 sta costantemente diminuendo. Sul fronte della crescita la stima di una variazione zero negli ultimi tre mesi dell’anno conferma una prospettiva che anche per gli economisti di Confindustria, come indicato nei giorni scorsi, “sarebbe una buona base per la ripartenza a inizio 2015”. Intanto, rileva l’Istat nella nota mensile sull’andamento dell’economia italiana, “l’attuale fase di debolezza dell’economia europea è prevista estendersi anche al quarto trimestre”, e per gli ultimi tre mesi dell’anno “è prevista una stazionarietà della crescita reale del Pil”. Se le stime verranno confermato, il 2014 si chiuderà con una flessione del Pil dello 0,3% “a sintesi di un contributo negativo della domanda interna al netto delle scorte condizionata dalla brusca caduta degli investimenti, e di un modesto aumento del contributo della domanda estera”. Uno scenario in cui, guardando al prossimo anno, “la crescita acquisita per il 2015 è pari al -0,1%”.