Brunner, la morte del nazista più ricercato

Pubblicato il 30 novembre 2014 da redazione

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TEL AVIV. – L’ultimo dei piu’ famosi, e piu’ ricercati, criminali nazisti, Alois Brunner – responsabile dell’invio nei campi di concentramento di circa 130mila ebrei – e’ morto 4 anni fa in Siria, dove si era rifugiato da anni. ”E’ molto probabile – ha raccontato all’ANSA Efraim Zuroff, direttore del Centro Wiesenthal di Gerusalemme – anche se non abbiamo le prove. Ma ripeto: e’ molto probabile”. E la fonte, considerata attendibile, di questo nuovo capitolo di una ricerca febbrile, cominciata subito la guerra, è – ha spiegato Zuroff – un ex agente sei servizi di sicurezza tedeschi che a lungo ha operato in Medio Oriente. Brunner sarebbe dunque – secondo questa nuova testimonianza – definitivamente sfuggito alla cattura e alle pene a cui e’ stato condannato: ad esempio nel 2001 l’ergastolo in Francia. Del resto, ”l’uomo migliore” – come lo definì l’esecutore della ‘Soluzione finale’, Adolf Eichmann che a lungo l’ebbe come assistente – opero’ tra l’altro come direttore del campo di internamento di Drancy, non lontano da Parigi, dal giugno del 1943 all’agosto del 1944, da dove partirono per la Germania gli oltre 20mila ebrei razziati in Francia. Ma la sua ‘carriera’ conta deportazioni in Slovacchia, a Vienna e Riga. Brunner alla fine della guerra sparì in maniera rocambolesca e grazie ad alcune complicità (come raccontò lui stesso in un’intervista alla rivista tedesca ‘Bunte’ nel 1985) per arrivare, dopo l’Egitto, in Siria negli anni ’50. E lì – secondo alcune testimonianze – sarebbe vissuto tutti questi anni morendo a 98 anni (era nato nell’aprile del 1912) nel 2010 a Damasco. Nella capitale mediorientale il capitano delle SS – che uso’ il falso nome di dottor Georg Fisher – e’ ritenuto responsabile di aver avuto un ruolo attivo nell’apparato repressivo del regime siriano di Hafez Assad insegnando le tecniche di tortura apprese durante lo sterminio degli ebrei europei. In cambio fu tenuto al riparo dalle richieste di estradizione, coperto da una cortina di segretezza e di mistero. ”Vista l’ età di Brunner e considerando il fatto che l’informazione arriva da qualcuno considerato attendibile, la possibilità della morte – ha spiegato Zuroff – e’ molto probabile”. Anche se sarà molto difficile, se non impossibile, basarsi su un certificato di morte. Brunner è sfuggito anche al Mossad che invece stanò e portò a Gerusalemme, con un’operazione finita nei libri di storia, il suo superiore Eichmann. Varie volte il servizio segreto di Israele tentò di ucciderlo: nel 1960 e nel 1981 lettere esplosive recapitate da agenti del Mossad gli causarono la perdita di un occhio e di un dito. Nel 1999 si sparse la voce della sua morte, ma durò poco: lo stesso anno un giornalista lo avvistò all’Hotel Meridien di Damasco. Lo stesso albergo dove fu segnalato nel 2001 e nel 2003: del resto non mancano le testimonianze sul fatto che Brunner abbia incontrato in quegli anni varie persone e sia stato anche fotografato. Ma qualsiasi tentativo di consegnarlo alla giustizia è fallito. Già nel 2009 il Centro Wiesenthal aveva ammesso che le speranze di trovarlo vivo erano ”deboli”. Ora la sua storia – con le nuove informazioni – sembra chiusa. (di Massimo Lomonaco/ANSA)

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