Ungheria: Mc Cain, Orban dittatore. E scoppia la crisi diplomatica

Anti-government protests in Budapest

BUDAPEST. – A Budapest esplode l’indignazione, in seguito alla dichiarazione del senatore repubblicano, John McCain, che ha definito il premier populista Viktor Orban “dittatore neofascista”. Il ministero degli Esteri ha precettato l’incaricato d’affari americano Andre Goodfriend (attualmente il più alto posto diplomatico a Budapest) per chiedere spiegazioni e protestare. La crisi diplomatica fra Ungheria e Usa, avviata con i veti americani che hanno colpito alcuni funzionari governativi di Orban sull’ingresso nel paese, si acuisce. McCain, che è stato il candidato repubblicano alla Casa Bianca contro Barack Obama, aveva parlato in Senato in occasione del voto sulla nomina controversa dell’ambasciatrice a Budapest Colleen Bell, una produttrice televisiva senza alcuna esperienza diplomatica. “Abbiamo un paese che sta perdendo la sovranità a favore di un dittatore neofascista che se la fa con Putin, e noi gli mandiamo una produttrice televisiva”, ha detto fra l’altro il senatore, noto per il suo parlar franco. Secondo il ministero di Budapest, il senatore non conosce i fatti e deve scusarsi per le parole inaccettabili. “Più rispetto per l’Ungheria e gli ungheresi, che hanno espresso più volte il loro appoggio per il premier Orban”, ha detto il ministro Peter Szijjarto. Ai giornalisti ungheresi che hanno chiesto una replica a McCain, il senatore ha ripetuto le accuse, non solo sue, ma anche dell’amministrazione di Washington contro il premier Orban, criticando l’esercizio del potere in modo autoritario, il controllo sui media e la giustizia, attacchi alle organizzazioni non governative critiche con il potere, corruzione e appoggio a Mosca sulle politiche energetiche. Le relazioni di Budapest con gli Stati uniti sono al punto più basso di mai, sottolineano gli analisti. L’opposizione democratica parla del fallimento totale della politica estera di Orban: una guerra fredda con Washington, mentre l’abbandono del progetto South Stream da parte di Mosca compromette la politica energetica seguita finora del governo. (Peter Magyar/Ansa)

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