Shock in Argentina, tifosi uccidono un giocatore

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BUENOS AIRES. – Colpito con un mattone in testa: così è morto Franco Nieto, calciatore di 33 anni, deceduto in ospedale quattro giorni dopo essere stato aggredito da tifosi avversari al termine di una partita tra il Chacarita e la sua squadra, il Tiro Federal. Un’ennesima storia di violenza i cui protagonisti sono le ‘barras bravas’, gli ultrà, vero incubo del calcio argentino. La “selvaggia aggressione” contro il capitano del Tiro Federal – raccontano oggi i media argentini – è avvenuta mentre il calciatore stava lasciando lo stadio di San Francisco, nella Rioja, una provincia dell’estremo nord del paese. L’incontro, valido nel campionato regionale, era stato sospeso per incidenti in campo. La rissa è stata molto violenta visto che l’arbitro ha dovuto espellere otto calciatori delle due squadre. A quanto pare, ad attaccare Nieto sono stati un gruppo di tifosi del Chacarita, due dei quali arrestati. Uno è minorenne, precisano i media, mentre alcuni parenti della vittima non escludono che tra gli aggressori ci siano anche dei calciatori. “E’ un grande dolore, un dramma. Lavoriamo tutta la settimana per poi assistere a queste vicende. Siamo molto commossi, dopo la rissa abbiamo cercato di riportare la calma. Da quanto so, una volta sospeso l’incontro Franco è riuscito a uscire dallo dallo stadio per raggiungere la moglie e i figli, tra i quali un neonato, che erano venuti a vederlo. E’ stato colpito in quel momento”, ha raccontato Jorge Cabrera, allenatore del Tiro Federal. “Ora pensiamo a loro, ai familiari”, ha sottolineato, precisando che alla partita erano presenti circa 600 spettatori. A garantire la sicurezza “c’erano solo tre persone, uno sul campo un altro agli ingressi dello stadio”. Troppo pochi, sottolinea in queste ore la stampa argentina.

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