Usa: un altro afroamericano ucciso da agente, proteste a NY

People Protest over no indictment in Eric Garner's chokehold case in Atlanta, Georgia

WASHINGTON. – Un altro afroamericano disarmato ucciso da un poliziotto negli Usa. E’ successo a Phoenix, in Arizona, ed è l’ennesimo caso che rischia di infiammare ulteriormente un Paese dove non si è ancora spento l’eco delle proteste per le mancate incriminazioni di due poliziotti, a Ferguson e a New York, che hanno ucciso due uomini di colore. Secondo una prima ricostruzione della polizia, l’agente ha fermato la vittima, Rumain Brisbon, 34 anni, dopo la segnalazione di due testimoni che sospettavano stesse spacciando droga. In realtà quella che sembrava una pistola nascosta in tasca si è rivelata una confezione di pillole. All’arrivo della polizia, Brisbon era seduto dentro una Cadillac Suv nera davanti a un negozio insieme ad un amico. Quando il poliziotto è giunto sul posto ha intimato all’afroamericano, che nel frattempo era sceso dal veicolo, di alzare le mani. Ma Brisbon, che aveva scontato scontando una pena di 5 anni di liberta’ condizionata dopo una condanna per furto con scasso, continuava a tenerle nella cintura. A quel punto il poliziotto ha tirato fuori la pistola e l’uomo è fuggito a piedi verso alcuni appartamenti vicini, inseguito dall’agente. “Testimoni ci hanno detto che l’uomo stava sfidando verbalmente il nostro collega”, ha raccontato il portavoce della polizia di Phoenix, il sergente Trent Crump. Brisbon si è rifiutato di obbedire all’ordine e di sdraiarsi a terra, e quando il poliziotto si è avvicinato è nata una colluttazione. “Nel corpo a corpo, Brisbon ha messo la mano sinistra in tasca e l’agente gliel’ha afferrata. A quel punto ha creduto di avvertire la canna di una pistola mentre teneva la mano sulla sua in tasca”. In quel momento, una donna ha aperto la porta del suo appartamento e i due sono rocambolescamente rotolati dentro. Il poliziotto non è più riuscito a mantenere la presa sulla mano di Brisbon e, poiché temeva che avesse un’arma da fuoco, gli ha sparato due colpi che lo hanno ferito mortalmente. Ma dentro la tasca, i poliziotti gli hanno ritrovato solo una confezione di pillole di paracetamolo. L’identità del poliziotto al momento non è stata rivelata. Secondo Crump, “l’agente stava facendo quello che ci si aspetta da un poliziotto che sta indagando su un crimine”. Considerando la natura delicata del caso e le violente proteste dopo i casi di Ferguson e di New York, la polizia di Phoenix chiede quindi alla comunità di aiutare gli investigatori a raccogliere tutti gli elementi in grado di stabilire con certezza la verità dei fatti. “Questo ennesimo episodio da’ la sensazione che sia una stagione aperta per ammazzare gli afroamericani”, ha detto Ann Hart, leader della comunita’ nera a Phoenix. Intanto, a New York e nelle principali città americane, ci si avvia a un’altra notte di proteste contro il razzismo e i metodi della polizia, sull’onda dei casi di Michael Brown a Ferguson e di Eric Garner a Staten Island. A New York in particolare, migliaia di persone si preparano a scendere di nuovo in strada, e si temono blocchi stradali e tafferugli. (di Gaetana D’Amico/ANSA)