Papa: i poveri non diventino occasione di guadagno

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CITTA’ DEL VATICANO. – “I poveri non possono diventare una occasione di guadagno”. Solidarietà con i poveri “è anche lottare contro le cause strutturali della povertà”, la “solidarietà è un modo di fare storia con i poveri, rifuggendo da presunte opere altruistiche che riducono l’altro alla passività”. Lo ha detto il Papa, che ricevendo la Focsiv ha citato anche le “nuove povertà” e sottolineato l’importanza del “volontariato disinteressato” e del protagonismo dei poveri nella propria liberazione. La Focsiv è la federazione che raggruppa gli organismi cristiani di volontariato a livello internazionale, e papa Bergoglio, che la ha ricevuta in occasione della Giornata internazionale del volontariato, ha riflettuto anche sul rapporto tra povertà e tutela della natura, povertà e guerre e povertà e fenomeni migratori. A questo proposito ha rimarcato che non si possono lasciare i migranti “in balia del mare e di trafficanti senza scrupoli” ed “è necessaria una fattiva collaborazione tra gli Stati per regolare e gestire efficacemente tali fenomeni”. “Tra le cause principali della povertà – ha ancora detto il Pontefice – c’è un sistema economico che saccheggia la natura, penso in particolare alla deforestazione, ma anche alla perdita della biodiversità”. E ha ribadito che “il creato non è una proprietà, ma un dono”, e meno ancora è una proprietà solo di pochi”. Ricordando che molti volontari della Focsiv operano in zone di guerra, papa Francesco ne ha ricordato gli “orrori”: le tante “vite spezzate”, la “sofferenza e distruzione”, i “perseguitati per fede”, ha detto di pensare “ai migranti e rifugiati, i quali cercano di lasciarsi alle spalle dure condizioni di vita e pericoli di ogni sorta” e ha incitato alla “collaborazione di tutti, istituzioni, ONG e comunità ecclesiali, per promuovere percorsi di convivenza armonica tra persone e culture diverse”. Papa Francesco è stato applaudito calorosamente in particolare quando ha affermato che i poveri “non possono diventare occasione di guadagno”, e che occorre rifuggire da “presunte opere altruistiche che riducono l’altro alla passività”. (giovanna.chirri@ansa.it)

 

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