Civiltà Cattolica “promuove” Renzi, traghettatore dell’Italia

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ROMA. – Se per Matteo Renzi non si tratta di una “promozione” ci manca veramente poco. Civiltà Cattolica, storica rivista dei gesuiti le cui bozze vengono lette e approvate dalla Segreteria di Stato vaticana, nell’ultimo numero dedica un ampio articolo, a firma di padre Francesco Occhetta, al presidente del Consiglio che viene definito un traghettatore dell’Italia in un momento di mare agitato e un “innovatore del quadro politico italiano”. Con un giudizio sul suo ruolo che va “oltre” gli altri politici: “se è vero che la politica italiana genera un leader diverso ad ogni crisi del sistema – è scritto – Renzi si pone ‘oltre’ i leader che lo hanno preceduto: va oltre il grillismo, il leghismo e il berlusconismo, perché li ingloba, e sui loro insuccessi ricostruisce la sua proposta. Egli è come un prisma della politica che tiene insieme gli opposti: è flessibile e liberista, ma anche solidale e socialista”. L’articolo della rivista dei gesuiti (gesuita è Bergoglio, gesuita è il suo portavoce, padre Federico Lombardi) arriva ad una settimana dall’incontro che il 13 dicembre Renzi avrà con Papa Francesco, nel corso di una visita ufficiale in Vaticano. Il Pontefice e Renzi, si sono visti il 25 novembre a Strasburgo, all’Europarlamento, ma in ogni caso viene definito un fatto del tutto inusuale che la visita ufficiale del premier in Vaticano avvenga dopo quella “privata”, del 4 aprile scorso, quando Renzi incontrò il Papa a S.Marta insieme alla maglie e ai tre figli, in un clima informale e “familiare”. Incontri che testimoniano i “buoni rapporti”, la reciproca attenzione e la volontà di stabilire anche formalmente e in maniera visibile una pienezza di relazioni dell’esecutivo italiano con la Santa Sede. Civiltà Cattolica ha analizzato anche l’uomo Renzi: “è capace e intuitivo, empatico e veloce, simpatico e informale, ma soprattutto è deciso. Il primo coerente segnale sono state le nuove nomine dei funzionari consiglieri e consulenti, che sono stati scelti al di là degli antichi monopoli di potere. I suoi (pochi) consiglieri dicono che egli decide all’ultimo momento e accentra su di sé persino le politiche di settore, come la scuola e la riforma della pubblica amministrazione. Come Machiavelli, crede sia meglio perdere con truppe fedeli piuttosto che vincere con bande di mercenari (…) Anche gli avversari politici gli riconoscono la volontà di cambiare, la capacità di decidere e la libertà davanti ai poteri forti”. Per quanto riguarda la politica, al di là del programma di governo, in cui “la priorità è l’occupazione” tanto da potersi definire una “rotta chiara”, l’obiettivo principale di Renzi e del suo governo è “traghettare il sistema Italia da una riva a un’altra in condizioni meteorologiche sfavorevoli. Si tratta di un cambio di paradigma politico e di sistema che sembra andare oltre sia i tradizionali schieramenti di destra-sinistra, sia il fragile equilibrio su cui si reggono i poteri dello Stato”. Insomma, conclude l’articolo, “il presidente Renzi si trova a governare un ‘tempo d’urgenza’ e il suo è un Governo anomalo e d’urgenza”.

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