Berlusconi, rifondo Forza Italia e torno in campo

Roma, Silvio Berlusconi commosso tra i sostenitori

ROMA. – Rifondare il partito, tornare ad impegnarsi in politica in prima persona, riportare a votare gli indecisi e soprattutto gli anziani. Avanzare “nuove ricette” per l’economia come quella di tornare a stampare moneta. Ma ribadire il proprio impegno sulle riforme perché il “patto del Nazareno” non si tocca visto che Renzi propone “programmi identici” ai suoi. Quello che il leader di FI Silvio Berlusconi comunica via telefono alla platea di azzurri che lo ascolta alla manifestazione del Club Forza Silvio di Palermo sembra proprio un’agenda politica dettata dalla sua voglia di tornare in pista. “Forza Italia – afferma – dovrà tornare a essere una forza viva tra la gente presente in tutti comuni per dare vita a una rifondazione di Forza Italia che dovrà aderire alle campagne che metteremo in campo per le prossime elezioni nazionali”. Lui, assicura, sta lavorando perché si torni “ad occuparci a tempo pieno del nostro Paese”. E il partito “dovrà cominciare a lavorare facendo la stessa quantità di lavoro che avevamo destinato ai club”, che ora sono circa 1.200. Dopo i “contrasti” che si sono registrati sul territorio “abbiamo deciso che le missioni affidate ai club siano prese in capo direttamente dagli azzurri di Forza Italia che devono interessarsi dei temi che oggi la situazione impone”, dal lavoro, ai problemi delle famiglie, alle inefficienze della giustizia. Spazi di manovra, avverte, ancora ci sono perché di fatto “la maggioranza non c’è, hanno vinto solo per uno 0,2%”. E dopo “20 anni – osserva – bisogna creare delle sentinelle del voto per far sì che questo scempio non si ripeta”. Quindi dice la sua anche su “Mafia Capitale” invitando tutti a “dimettersi”. “Vogliamo gente nuova – insiste – che assicuri una gestione trasparente”. Sul programma da portare avanti non ha dubbi: meno tasse soprattutto sulla casa e sul lavoro; una “Flex Tax con aliquota al 20% per avere un risultato positivo e accettabile”; niente imposte sulle compravendite per sei mesi”; pensioni minime di mille euro al mese, per tredici mensilità annue; l’euro in parità con il dollaro. Diffidare poi di “una stampa ostile”, con le tv che “sono diventate inguardabili” per via di “tutti questi spettacoli di approfondimento dove la gente si parla uno sull’altro e non si capisce niente”. E’ vero che gli 80 euro di Renzi “sono solo una mancia”, sottolinea il Cav, ma il Patto del Nazareno stipulato con lui non si tocca perché le riforme vanno fatte e perché si deve poter parlare insieme anche di Quirinale. E soprattutto perché se “arriva un signore che con grande abilità è diventato il leader del Pd e, da non comunista, ci presenta un progetto uguale ai nostri, per l’interesse dal Paese come potevo venir meno alla nostra coerenza?”

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