Inter a due facce, Stramaccioni rimonta e vince

Pubblicato il 08 dicembre 2014 da redazione

Soccer; Serie A; Inter-Udinese

MILANO. – L’Udinese vince 2-1 in rimonta sull’Inter a San Siro nel giorno dell’esordio casalingo di Mancini. I bianconeri tornano al successo dopo cinque turni di digiuno. È grande rivincita dell’ex Stramaccioni che, insieme a Stankovic, si prende gli applausi dei tifosi nerazzurri. Qualche fischio a fine partita, invece, per l’Inter che non riesce a regalare i primi tre punti in campionato al nuovo tecnico e anzi incassa la seconda sconfitta consecutiva dopo il 4-2 dell’Olimpico. La squadra di Mancini si vede così superare in classifica dal Palermo, ritrovandosi dodicesima a nove punti dall’ambito terzo posto. Così al fischio finale, suonano profetiche le parole del presidente Thohir che aveva ridimensionato le aspirazioni stagionali del club, definendo difficile l’obiettivo Champions. Contro l’Udinese è stata una partita dai due volti per i nerazzurri, perché nel primo tempo attaccano, dominano e passano meritatamente in vantaggio grazie a Mauro Icardi che sigla l’ottavo gol in campionato. Nella ripresa, invece, l’Inter cala vistosamente mentre i friulani reagiscono con grinta, trovano prima il pari con Bruno Fernandes e poi la rete della vittoria con Cyril Thereau che sfrutta un retropassaggio imbarazzante di Palacio, sempre più in crisi. Contro l’Udinese Mancini mischia ancora le carte, cambia modulo e schiera Kovacic trequartista dietro la coppia Icardi-Palacio. Una scelta, quella di tenere Osvaldo in panchina, premiata perché proprio dai piedi del numero 9 arriva il gol dell’1-0. Èuna buona Inter quella del primo tempo, propositiva, mantiene il pallino del gioco, creando moltissimo ma facendosi effettivamente pericolosa solo in qualche occasione. La superiorità tecnica dei padroni di casa, costringe l’Udinese a chiudersi in difesa puntando a far male solo con le ripartenze. Ma la retroguardia interista fa buona guardia e Handanovic non viene quasi mai chiamato in causa. Karnezis invece già al 9′ è costretto ad uscire con i pugni per neutralizzare un insidioso cross di Nagatomo. Poi al 22′ passaggio all’indietro di Guarin, Kovacic controlla in due tempi il pallone e poi colpisce la traversa facendo sussultare il Meazza. L’azione continua con un batti e ribatti in area, su cui prova a botta sicura Palacio ma il tiro viene provvidenzialmente murato da Herteaux. L’Inter cerca a più riprese il gol del vantaggio, ma gli errori e le imprecisioni dei singoli vanificano le azioni corali. Al 44′, però, un geniale filtrante di Guarin trova libero Icardi che conclude a rete con tiro ad incrociare concretizzando un meritato vantaggio. Nella ripresa, però, è tutt’altra Udinese. I bianconeri reagiscono alla doccia gelata del gol di Icardi e si fanno subito più propositivi. Al 9′ Di Natale cerca il traversone in area, ma non c’è nessuno ad accompagnare la fase offensiva. Un minuto dopo è ancora il centroavanti della squadra friulana a farsi pericoloso, sfruttando una disattenzione di Juan Jesus, ma concludendo di poco a lato. Ma è un assedio e la difesa nerazzurra è meno lucida del primo tempo. Al 13′ leggerezza di Dodò tiro del solito Di Natale e Handanovic costretto con le gambe a deviare in angolo. Così all’Udinese bastano 15′ per trovare il pari: pregevole tiro a giro di Bruno Fernanedes che mette fuori gioco il portiere nerazzurro. La partita si riapre, l’Inter però non reagisce e subisce il contraccolpo dell’1-1. Dall’altra parte i bianconeri sono rinvigoriti e dopo aver riagganciato i padroni di casa, riescono anche a vincere: Palacio regala un assist a Thereau con uno scellerato retropassaggio alla difesa, l’attaccante entrato al posto di Di Natale conclude a rete siglando l’1-2. Inutili i tentativi sul finale dell’Inter, con Handanovic che va ad impattare di testa sull’ultimo corner, di portare a casa un punto. Mancini dopo la partita esalta la squadra per il primo tempo, ma è furioso e amareggiato quando commenta la seconda parte della gara: “Sono incazzato nero. Sono però felicissimo per i primi 45′ anche se non conta un cavolo”. Ora l’allenatore si concentra sulle prossime due partite, ma da Thohir si aspetta un regalo di Natale. Si incontrerà con Ausilio per parlare degli innesti: la priorità resta l’attaccante esterno, ma in difesa si soffre troppo. Il presidente ha ripiegato sull’Europa League, ma le ambizioni e le attese di Mancini sono ben altre.

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