Alla Scala: senza Napolitano e Renzi, gli scontri rovinano festa

Scala:oggi l'ultima prima di Barenboim,che il 23 dara' addio

MILANO. – Per l’ultima volta Daniel Barenboim sale sul podio della prima della Scala nel suo ruolo di direttore musicale, e per la prima volta ad accogliere gli ospiti nel foyer c’è il sovrintendente Alexander Pereira. Una prima di ‘riscaldamento’ rispetto alla stagione di Expo che inizierà a maggio e terrà il teatro aperto ogni giorno per sei mesi. Ma a tenere banco – più che la musica di Beethoven e l’allestimento contemporaneo della regista Deborah Warner – è quello che succede in piazza, con tensione e un paio di feriti fra forze dell’ordine e manifestanti. Incidenti che in qualche modo rovinano la festa. “Ho fatto pervenire la mia solidarietà ai carabinieri feriti – ha detto il presidente del Senato, Pietro Grasso, al termine del Fidelio al Teatro alla Scala di Milano – Purtroppo questi fatti hanno funestato una bella serata vorrei sottolineare che l’attenzione delle istituzioni sui problemi al centro delle proteste è alta”. ”Inaccettabili manifestazioni di protesta violenta” ha commentato il prefetto Francesco Paolo Tronca, aggiungendo che ”la legalità non è negoziabile”. ”Diamo sempre il peggio di noi al mondo – ha aggiunto il presidente della Lombardia Roberto Maroni, ex ministro dell’Interno – La prima della Scala è uno spettacolo unico e riusciamo a rovinare anche questo”. E la conseguenza può essere ”un danno di immagine e anche economico” secondo il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini perché ”centinaia di migliaia di persone stanno decidendo se venire durante Expo e agli appuntamenti della Scala di mesi”.

SCONTRI ALLA PRIMA DELLA SCALA, POLIZIA CARICA CENTRI SOCIALI

Il sindaco Giuliano Pisapia ha spiegato che la protesta è legittima fino a che non diventa violenta. “Sarebbe stato certamente utile anche per molti di loro assistere a uno spettacolo così significativo e così pieno di valori in uno dei tanti luoghi di Milano messi a disposizione per l’occasione – ha aggiunto – Di sicuro le persone che hanno visto questo straordinario Fidelio sono state oggi a Milano molte di più di quelle che hanno manifestato”. Se fosse venuto il premier Matteo Renzi forse sarebbe stata anche peggiore. Il presidente del Consiglio ha però preferito non essere presente promettendo che ci saranno occasioni il prossimo anno. E il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha oggi scritto al sindaco per spiegare che sono stati motivi ”generali e personali” a tenerlo lontano dalla Scala. La speranza di Pisapia è di poterlo ospitare per la prima dell’anno prossimo che sarà con Giovanna d’Arco di Verdi. ”Tutti sappiamo quello che sta soffrendo il presidente Napolitano – ha aggiunto – ma è importante che continui nel suo impegno per il nostro Paese”. Nel palco reale c’è però la seconda carica dello Stato, il presidente del Senato Pietro Grasso, oltre a Franceschini (fra i rappresentanti del governo anche il sottosegretario Ivan Scalfarotto). Ma la persona forse più potente in sala era la direttrice del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde (probabilmente anche la più elegante), invitata in platea dal presidente della Bocconi ed ex premier Mario Monti. ”Mi dispiace per chi non è potuto venire – ha commentato il vicepresidente della Scala Bruno Ermolli – ma non ne farei un caso”. Occasioni, dalla Turandot che apre Expo in avanti, ce ne saranno. ”Le proteste ci sono sempre state” ha ricordato il sovrintendente Pereira, spiegando che i soldi guadagnati stasera ( biglietti in platea a 2.400 euro) serviranno per progetti importanti come il finanziamento dell’accademia o gli eventi per i bambini e per i giovani. E comunque dopo la Ferrari ”la Scala è il brand italiano più conosciuto al mondo e va sostenuta” anche a livello europeo. (di Bianca Maria Manfredi/ANSA)

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