La Juventus non ha paura di nessuno, in Champions ora sotto a chi tocca

Pubblicato il 10 dicembre 2014 da redazione

Soccer: Champions League; Juventus-Atletico Madrid
TORINO. – “E ora, sotto a chi tocca” dice la Juve. Ma senza arroganza, solo con la giusta consapevolezza sé. E’ questo lo stato d’animo che rimane nella testa e nelle gambe dei giocatori bianconeri dopo la qualificazione agli ottavi di Champions. Quel cammino europeo che lo scorso anno si era imprevedibilmente interrotto nella neve di Istanbul, a un anno di distanza torna finalmente percorribile. E ora, dopo la prova messa in campo contro i vicecampioni d’Europa, può essere affrontato con il giusto equilibrio tra fiducia nei propri mezzi e consapevolezza della forza altrui. La Juventus di Massimiliano Allegri intende fare dell’ equilibrio uno dei suoi elementi di forza. Se non avesse raggiunto la qualificazione, per il tecnico e per i giocatori “sarebbe stata la gogna”, come ha ammesso lo stesso Allegri. Ma ora, a qualificazione raggiunta, è giusto affrontare l’avversario che verrà col dovuto rispetto ma senza timori reverenziali. Perché è questa la risposta che ha dato il campo. Nella gara contro l’Atletico Madrid, formazione difficile e giustamente considerata tra le migliori d’Europa, la Juventus ha dimostrato di saper stare in campo alla pari. Oggi non corre più il rischio di sfigurare, come successo invece due anni fa quando venne eliminata dal Bayern in modo inappellabile. Lo ha riconosciuto nel dopo partita anche Gigi Buffon, che ha posto l’accento non tanto sulla partita contro l’Atletico, quanto sulle gare precedenti: “per come erano andate, meritavamo di avere una classifica migliore invece che giocarci la qualificazione all’ultima gara. Ma siamo stati bravi”. Bravi a cercare di vincere senza (quasi) mai rischiare di perdere; bravi a controllare una squadra che secondo Buffon “resta tra le quattro-cinque più forti al mondo”; bravi a gestire la partita senza cercare “giocate presuntuose o vanitose”, come le ha definite Allegri. E’ questa la nuova consapevolezza della Juventus, una fiducia nei propri mezzi che la può portare ora a giocare con chiunque. “Le grandi prima o poi le devi affrontare – ha ammesso Buffon – cambia poco affrontarle ora o più avanti”. Ciò che conta è l’attitudine mentale: consapevole di dover ancora crescere, ma senza avere paura. Se in Europa uno dei ‘blocchi’ mentali dei bianconeri era l’ansia da prestazione, oggi sotto questo profilo la Juventus può dirsi soddisfatta: “ci siamo scrollati di dosso il peso degli ottavi – ha concluso Allegri -. Ora dobbiamo stare attenti a evitare l’ansia del risultato, soprattutto in Europa ci vuole molta calma. Ma in Europa vi sono quattro squadre sopra a tutte: Bayern, Barcellona, Real e Chelsea. Con tutte le altre la Juventus se la può giocare”. Non resta che attendere il sorteggio. E se dall’urna dovesse saltar fuori proprio una di quelle quattro, ben venga: sarà l’occasione per dimostrare coi fatti se la Juve in campo internazionale sia stata capace di far tesoro delle esperienze degli ultimi due anni.

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