Napolitano in campo, richiama governo e sindacati

Quirinale: Napolitano riceve Komorowski

TORINO. – “Basta esasperazioni, rispettatevi e pensate al bene del Paese”. E’ questo il richiamo del presidente della Repubblica a Governo e sindacati nel giorno dello sciopero generale. Giorgio Napolitano, da anni garante dell’immagine internazionale dell’Italia, si trovava a Torino per aprire un foro di dialogo tra Italia e Germania dove ha con forza invitato tutti a mettere da parte le incomprensioni che sempre più dividono Roma e Berlino. E  – mentre a poche centinaia di metri partiva il corteo guidato dal segretario della Cgil Susanna Camusso – ha usato quasi le stesse parole per frenare uno scontro il cui esito non è prevedibile. Per questo non ha nascosto la propria preoccupazione per i toni decisamente alti della vigilia che erano stati ulteriormente surriscaldati dalla decisione del Governo di ricorrere alla precettazione nel settore dei trasporti. Infatti il Quirinale – chiamato in causa con una lettera della Camusso – si è trovato quasi a dover ricomporre le fila di un dialogo a intermittenza tra governo e sindacati attraverso un’opera di ricucitura – rivelano fonti parlamentari – che si è sviluppata tra Ankara (dove si trovava il premier Matteo Renzi) Roma (con il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi) e Torino. “Lo sciopero generale proclamato per oggi è segno senza dubbio di una notevole tensione tra sindacati e governo”, ha infatti confermato senza girarci intorno il capo dello Stato. Il corto circuito che si era registrato ieri sul tema della precettazione – bloccato anche dalla difettosa interlocuzione tra le parti – aveva impegnato lo staff del Quirinale nello sminamento della bomba della precettazione e lasciato l’amaro in bocca al presidente che ancora una volta aveva dovuto toccare con mano quanto le posizioni si siano radicalizzate. Ma non solo tra Governo e sindacati: da tempo Napolitano – ormai quasi alla fine del suo impegno da primo cittadino – assiste incredulo ad un degenerare della scena politica, alle imboscate parlamentari, al crescere “di cieche spirali di contrapposizione faziosa” che di fatto bloccano l’attività legislativa e frenano gli sforzi riformatori del Governo. Infatti il presidente, parlando con i giornalisti a Torino poco prima che il corteo partisse da piazza Vittorio Veneto, aveva subito preso di petto il tema del giorno, cioè lo sciopero generale, il primo contro un governo presieduto da un premier del Pd: serve “rispetto reciproco tra le prerogative di governo e sindacati” e soprattutto serve, aveva sottolineato, che “non si vada ad una esasperazione come quella di cui oggi abbiamo il segno. Non fa bene al Paese”. Ma aveva subito chiesto che, chiuso il capitolo dello sciopero generale, si torni a lavorare più serenamente sulle tante riforme che l’Italia aspetta. “Mi auguro – ha aggiunto – che si discutano sia le decisioni già prese, come quella della legge di riforma del mercato del lavoro, sia quelle da prendere soprattutto per il rilancio dell’economia e dell’occupazione”. E che per queste tematiche così importanti per il Paese “si trovi la via di un discussione pacata”. “Naturalmente poi il governo ha le sue prerogative, le ha anche il Parlamento ed ha il suo ruolo da svolgere il sindacato”, ha aggiunto. Serve “il rispetto reciproco di queste prerogative e che non si vada ad una esasperazione come quella di cui oggi abbiamo il segno”.  (Dell’inviato Fabrizio Finzi/ANSA)

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