Renzi: Vogliamo le Olimpiadi, Roma 2024 è tutta l’Italia

++ Roma 2024: Renzi 'Italia da oro,ma troppo rassegnata' ++
ROMA. – L’Italia “da medaglia d’oro” non deve rassegnarsi. E Roma si rimette in corsa per il sogno olimpico. Matteo Renzi apre ufficialmente la stagione dei Giochi, quelli a cinque cerchi, che il governo assieme al Coni vuole riportare in Italia: una corsa non in spirito decoubertiano, per usare le parole del premier che dal salone d’onore del comitato olimpico per la cerimonia di consegna dei collari d’oro, è stato chiaro: “Lo facciamo per vincere. Troppo spesso siamo un paese rassegnato, e invece l’Italia ha tutte le condizioni per mettersi in gioco e correre per l’oro: non e’ una questione di colore politico, sono le istituzioni che devono tornare a puntare in alto. Se ci sono problemi dobbiamo affrontarli e risolverli, senza permettere loro di impedirci di sognare. ”. Il Paese “rannicchiato” non si deve abbattere, il messaggio del premier che sa quanto comunque la partita non sia facile da vincere. E non solo per le possibili avversarie (da Parigi a Baku, da Doha a Berlino, passando per qualche big americana), ma anche per l’opposizione interna che già si è fatta sentire. “Le Olimpiadi a Roma sono una follia” il commento a distanza dell’altro Matteo, Salvini, che poi rincara la dose: ”E’ ancora aperto il fascicolo di Roma Capitale e gli vogliamo dare in pasto i Giochi?…”. Un no che vede il leader della Lega in un inedito tandem con Pippo Civati, esponente dell’opposizione interna al Pd: “Le priorità sono altre: l’Italia non ha gli anticorpi per evitare pasticci”. Ma la macchina è pronta a partire e non vuole fallire. La partita si giocherà con regole nuove, quelle varate dal Cio con la possibilità di estendere la candidatura a più città, ma guardando alla sostenibilità del progetto. Insomma nel libro dei buoni propositi niente sprechi, costi contenuti, trasparenza e una joint venture che vede coinvolte con Roma Napoli, Firenze e la Sardegna. Ci dovrebbe essere spazio anche per Milano, al momento fuori dal cerchio magico evocato da Renzi. ”La candidatura è dell’Italia, e Milano ci sarà”, avverte dalla Regione Lombardia Roberto Maroni. Ma sulla formula definitiva si ragionerà con il Cio a partire dal 15 gennaio quando il comitato promotore sotto la guida del presidente del Coni Giovanni Malagò si metterà al lavoro affinché nel 2017 a Lima Roma possa diventare città olimpica. “Grazie Matteo per come sei vicino al nostro mondo – le parole confidenziali con cui Malagò si è rivolto al premier – si parte con presupposti diversi, massima trasparenza. Fateci lavorare, abbiate fiducia”. Presenti il sindaco di Roma Ignazio Marino, che non ha preso la parola durante la cerimonia ma ha poi detto che “la Capitale è orgogliosa”, scacciando i fantasmi evocati da Salvini, e il sottosegretario Graziano Delrio. Renzi ha sottolineato che la “candidatura ci riempie il cuore di emozione, di orgoglio, di difficoltà’: sarà la struttura più all’avanguardia nel mondo, il made in Italy è all’avanguardia. E lo saremo anche nel sistema tecnico di controllo della spesa”. Il progetto che dovrà vedere luce “non sarà campato in aria nè fatto di grandi infrastrutture ma soprattutto di grandi persone – dice ancora il premier -: Non so se ce la faremo, anche se sono convinto di sì, ma la candidatura alle Olimpiadi sarà una delle cose più belle da fare per i nostri figli, per noi, per l’Italia”. I campioni, da Federica Pellegrini a Roberto Cammarelle, da Nibali alle schermitrici d’oro, applaudono in coro. “Con tutta la forza di una città come Roma e col coinvolgimento di tutto il Paese, le Olimpiadi sono certamente una grande opportunità” dice un altro tifoso a cinque cerchi, Luca di Montezemolo, entrato nel totonomi per la presidenza del comitato (con lui papabili anche gli ex ministri Frattini e Passera, perché Malagò vuole persona esterna allo sport ma che conosca il mondo olimpico). La strada è lunga e non sarà priva di ostacoli: crisi, corruzione e sfiducia non sono buoni alleati. Ma Renzi non rinuncia al suo ottimismo: “I problemi non ci devono fermare, l’Italia da oro sa vincere”. (di Alessandra Rotili/ANSA)