Napolitano saluta i vertici dello Stato, in vista delle proprie dimissioni

Pubblicato il 15 dicembre 2014 da redazione

Quirinale

ROMA. – Una prima conferma che il dado è tratto e le dimissioni di Giorgio Napolitano avverranno a breve. Dimissioni che si danno e non si annunciano. Quando? La decisione resta nella personalissima determinazione del presidente che in ogni caso ha già fatto sapere che prima si deve chiudere il semestre italiano di presidenza dell’Unione europea. Insomma, conferma delle dimissioni, ma ancora nessuna data certa. C’è molta attesa per il discorso che il capo dello Stato terrà domani alla consueta cerimonia per lo scambio degli auguri di fine anno con i vertici dello Stato. Un appuntamento tradizionale che quest’anno si è caricato di particolari aspettative proprio perchè sarà con tutta probabilità l’ultima occasione di Giorgio Napolitano per rivolgersi alle istituzioni in modo formale. Poi, a fine anno, ci sarà tempo e modo per parlare al Paese, in modo più diretto. Un’occasione, quella del discorso del 31 dicembre, che probabilmente permetterà al presidente di tracciare un bilancio della sua lunga permanenza al Quirinale pizzicando corde più private, adatte ad un congedo con i cittadini. Di certo Napolitano lascia il Quirinale dopo un’attenta valutazione: ha sempre cercato di far avanzare il più possibile le riforme per le quali si spende da anni. Sin dall’inizio dell’autunno il presidente ha esaminato il calendario – soprattutto quello parlamentare – per determinare un percorso di uscita che fosse il meno traumatico possibile per la tenuta di un quadro politico già fragile. Al di là della presidenza italiana della Ue, i mesi di ottobre, novembre e dicembre erano densi di appuntamenti vitali, come le riforme costituzionali e la legge elettorale. Ma soprattutto la Legge di stabilità che deve essere approvata improrogabilmente entro l’anno. “Cercherò un equilibrio tra il linguaggio della verità e un messaggio di fiducia”, disse Napolitano lo scorso Natale. E su questi due binari cercherà di muoversi pure quest’anno anche se – tra domani e il discorso di san Silvestro – le riflessioni di Napolitano certamente si arricchiranno di note personali frutto di un lungo percorso politico e umano. Domani le alte cariche dello Stato saranno schierate nel salone dei Corazzieri in attesa delle parole del presidente. Come di consueto Napolitano dovrebbe toccare tutti i temi politici d’attualità, a partire dalle riforme. E, come detto con forza pochi giorni fa, stigmatizzerà ancora una volta il vento dell’antipolitica chiedendo ai giovani di rimboccarsi le maniche per ritrovare lo “spirito di servizio” della politica. Ma alla presenza delle massime cariche dello Stato e della magistratura è probabile che il capo dello Stato almanacchi molti dei problemi del Paese, le cose fatte e le tante da chiudere. Non tralascerà i problemi della Giustizia, i tanti nodi del lavoro e la piaga della corruzione tuttora dilagante nella vita pubblica del Paese. (Di Fabrizio Finzi/ANSA)

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