La crisi non frena i tortellini Rana, l’estero traina i ricavi

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MILANO. – La crisi non frena i ricavi del Pastificio Rana, che ha venduto all’estero il 53% delle vendite di ravioli, tortellini e tagliatelle prodotti quest’anno. Globalmente i ricavi sono aumentati del 20% e in Italia, che pesa il 47% del totale, sono salite solo del 9%. Nel Bel Paese, comunque, il 35% della pasta fresca consumata sulle tavole ha il marchio del pastificio fondato da Giovanni Rana a San Giovanni Lupatoto (Verona) nei ruggenti anni ’60. Il dato che “più sta a cuore” all’a.d Gian Luca Rana, figlio del fondatore diventato famoso per gli spot che lo accostavano alle grandi star del cinema, è però l’aumento dell’occupazione. In 7 anni i dipendenti sono cresciuti del 90% passando da 800 a 1.500 unità e nel solo 2014 sono cresciuti del 12%. “Si parla sempre in termini ‘economici’ del lavoro – spiega Rana junior – per me invece il lavoro ha un profondo significato etico, un significato che sostiene e accompagna tutte le scelte che faccio” ed è in ultima analisi “l’unico parametro con cui si possa veramente misurare la crescita di un’azienda”. Primo venditore di pasta fresca in Spagna e in Francia, rispettivamente con 33 ed il 25% del mercato, il Pastificio Rana ha sfondato anche in Gran Bretagna, dove è in testa con il 14% del mercato, e in Germania, dove ha raddoppiato la propria presenza. Nei due Paesi può contare su accordi con catene come Sainsbury, Asda, Morrisons, Rewe ed Edeka, mentre negli Usa, dove il Gruppo ha costruito un nuovo stabilimento, i prodotti di Giovanni Rana si trovano sugli scaffali di 21.000 esercizi tra Walmart, Sam’s, Cotsco e Safeway, con un fatturato raddoppiato a 104 milioni di dollari (+117%) ed una quota di mercato del 10,9%.