Torna l’Inter Campus, Moratti e Zanetti all’Onu

Javier Zanetti, l'indimenticabile capitano

NEW YORK. – A due anni dalla presentazione ufficiale al Palazzo di Vetro, Inter Campus torna al quartier generale delle Nazioni Unite. L’occasione e’ l’evento organizzato dalle Rappresentanze italiana e giamaicana all’Onu per esplorare le forme con cui lo sport puo’ agire come strumento cruciale per migliorare le condizioni dei piccoli che vivono in aree di conflitto, violenza ed estrema poverta’. Al dibattito hanno partecipato i Rappresentanti speciali del segretario generale sulla violenza contro i bambini, Maria Santos Pais, e sullo sport per la pace e lo sviluppo, Wilfried Lemke, mentre per Inter Campus sono arrivati a New York l’ex presidente dell’Inter Massimo Moratti e il vice presidente ed ex capitano nerazzurro Javier Zanetti. “Lo sport e’ un linguaggio universale che puo’ colmare le lacune e promuovere i valori necessari per la tolleranza e per una pace duratura. E’ un elemento chiave per lo sviluppo sano dei bambini e, come tale, e’ uno dei loro diritti fondamentali”, ha affermato l’ambasciatore Sebastiano Cardi, rappresentante permanente al Palazzo di Vetro, ricordando il crescente impegno dell’Italia, al fianco di Onu, Ue e societa’ civile, per una sempre maggiore integrazione delle attivita’ ricreative e dello sport nei programmi educativi nazionali. Per esempio con la proposta del governo di introdurre un disegno di legge per inserire lo sport come materia obbligatoria in tutte le scuole elementari, iniziativa che per l’ambasciatore “ha uno straordinario impatto sociale, in quanto significa promuovere l’inclusione sociale e lottare contro tutti i fenomeni degenerativi come il bullismo e la violenza”. “Lo sport e’ uno strumento stupendo per i ragazzi, perche’ li porta a stare insieme e ad avere un linguaggio comune”, ha poi spiegato Moratti. Nel corso del dibattito l’ex presidente nerazzurro ha raccontato che Inter Campus “e’ nato, con molto coraggio, nelle favelas brasiliane, ma oggi e’ presente in 29 Paesi del mondo”. “Anche a New York, nel Bronx – ha precisato – perche’ pure nelle Nazioni ad alta democraticita’ ci sono zone difficili”. Dal 1997 il progetto vede coinvolta la societa’ per fornire assistenza ai bambini bisognosi lanciando il messaggio dello sport al servizio dello sviluppo, grazie al lavoro di 200 istruttori. “Stare insieme ai bambini e’ una delle cose piu’ belle che possa capitare, e me ne rendo conto ora che sono padre”, ha aggiunto l’ex capitano Zanetti. “Inter Campus aiuta a proteggere questi piccoli – ha concluso – Sentono che siamo con loro e che attraverso il calcio li aiutiamo nel loro percorso di crescita e ad avere una vita piu’ dignitosa”. (di Valeria Robecco/ANSA)

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