Papa Francesco: compleanno nel segno del tango, ma sguardo verso i poveri

Pope Francis General Audience

CITTA’ DEL VATICANO. – Un compleanno, il 78/mo, rallegrato da tremila ballerini di tango, e dall’incontro con i suoi amati poveri, anche se nell’animo di papa Francesco c’è anche il dolore per gli orrendi attentati alla scuola in Pakistan e allo scuolabus nello Yemen. Tra il festoso abbraccio della folla nell’udienza in Piazza San Pietro – all’ingresso con la papamobile scoperta è stato accolto da una fila di cartelli che componevano la scritta spagnola “Feliz cumpleaños” – il Papa non ha mancato quindi di chiedere un “momento di silenzio” e di fare il suo appello per le vittime dei “disumani atti terroristici” compiuti a Peshawar, a Sydney e nello Yemen, e di pregare perché Dio “converta i cuori dei violenti, che non si fermano neppure davanti ai bambini”. Per il resto, l’udienza del Papa è stata più che mai un grande abbraccio dei fedeli, che gli hanno voluto manifestare tutto il loro affetto, anche con striscioni e palloncini “Happy birthday” e con i rituali cori “Tanti auguri a te”. Nella festa di compleanno, a Bergoglio sono arrivati messaggi d’augurio da tutto il mondo. Tra gli altri, quello del presidente Giorgio Napolitano, che a nome del popolo italiano ha ringraziato Francesco per aver portato “un messaggio di pace e speranza universale che ha trovato ampia eco nel nostro Paese e nel mondo intero, lasciando nelle coscienze di credenti e non credenti un segno profondo”. E ricordando il loro recente incontro, ha sottolineato come esso abbia “permesso, ancora una volta, di riaffermare una sintonia di fondo tra Stato italiano e Chiesa Cattolica nell’impegno verso gli strati più deboli della società, gli immigrati, i poveri e gli emarginati”. Proprio quegli emarginati, di cui fanno parte gli otto poveri di Roma che hanno fatto al Papa il regalo più gradito: un mazzo di girasoli che hanno voluto comprare perché “guardano verso il sole e così non perdono mai la speranza”. A consegnare l’omaggio floreale – ha riferito l’Osservatore Romano – è stato Ominiabons, un giovane nigeriano. Commosso, il Papa ha fatto a sua volta un regalo a ciascuno di loro con un particolare abbraccio a un giovane musulmano che festeggiava anch’egli il compleanno. Ad accompagnare i poveri in piazza, facendo loro “una sorpresa”, è stato l’arcivescovo elemosiniere Konrad Krajewski. E’ uscito di buon’ora dal Vaticano con il suo pulmino ed è andato nel dormitorio aperto dalle suore di Madre Teresa in via Rattazzi, alla stazione Termini. Qui ha invitato cinque persone all’incontro con il Papa, insieme a don Giovanni, un sacerdote polacco che ha scelto di vivere in quella struttura di accoglienza nel periodo dei suoi studi romani. Poi è passato anche a prendere tre anziane donne con disturbi psichici, assistite nella Casa Dono di Maria in Vaticano. Il gruppo – composto da un nigeriano, un marocchino, un polacco, un albanese, una slovacca, una romena e due italiani – è arrivato in piazza giusto in tempo per l’udienza e ha occupato il posto riservato dalla Prefettura della Casa Pontificia: in prima fila, proprio accanto alle persone malate che il Papa ha salutato personalmente, a una a una. E proprio alle mense per i poveri romani sarà destinato un altro regalo per Francesco che è arrivato in Vaticano dalla Spagna: 800 chili di polli offerti, come anche un anno fa, dalla cooperativa Coren. L’idea è venuta a un bambino, figlio di uno dei responsabili. Particolarmente apprezzato dal Papa, poi, il regalo venuto dalla Corea: un pacco di biscotti, preparati e confezionati dai ragazzi disabili del Villaggio dei Fiori che Francesco ha avuto modo di incontrare, ad agosto, nel suo viaggio in Asia. Ha fatto da tramite per questo dono la giornalista Hwang Soo Kyung, della Korean broadcasting system, che ha portato anche un video con tanti messaggi di ringraziamento al Pontefice per la sua visita. Così come altri regali beneaccetti sono stati la torta con i colori dell’Argentina, con tanto di soffio sulle candeline e successivo sorso di ‘mate’, presentata da un gruppo di Legionari di Cristo, durante il giro con la jeep.

Pope meets with Argentinian disabled

E la festosa presenza di tremila ballerini di tango che, proprio in onore del Papa, al termine dell’udienza hanno ballato in piazza Pio XII. “Il tango è un abbraccio e dove ci si abbraccia non c’è violenza”, ha detto la ravennate Cristina Camorani, fautrice dell’iniziativa. Salutandoli, il Papa ha detto che oggi “qui soffia un po’ di vento pampero” e – con tipica espressione argentina sul tango – che “sembra la piazza del due per quattro!”. La piazza, in cui Bergoglio ha parlato della “normalità” della famiglia di Nazareth, in cui “la mamma cucinava, faceva tutte le cose della casa, stirava le camicie…”, è stata l’ultima udienza dell’anno. Nel 2014, ha reso noto la Casa Pontificia, sono state 1.199.000 le persone che hanno partecipato alle 43 udienze del Papa. (Fausto Gasparroni/Ansa)

 

 

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