Colombia: le Farc proclamano il cessate il fuoco sine die

DEMONSTRATIONS AGAINST PEACE PROCESS IN CUBA

BOGOTA’. – Nel giorno della svolta storica nei rapporti tra gli Stati Uniti e Cuba, l’America Latina è scossa da un’altra notizia di rilievo, questa volta dalla Colombia: i guerriglieri marxisti delle Farc hanno annunciato un “cessate il fuoco unilaterale e per tempo indefinito”, misura in vigore “dalla mezzanotte del prossimo 20 dicembre” sullo sfondo delle trattative di pace in corso all’Avana. Le Farc hanno puntualizzato di aver notificato la propria decisione, tra gli altri, all’Unione europea, al Papa e all’Unasur (Unione nazioni sudamericane), tutti attori impegnati a favorire il negoziato fra guerriglia e governo colombiano. Quella di oggi – si sottolinea a Bogotà – è una decisione storica. Le Forze armate rivoluzionarie della Colombia sono infatti il gruppo armato più longevo dell’America Latina e nei cinquant’anni del conflitto che ha insanguinato il Paese è la prima volta che si assiste a un cessate il fuoco di questo tipo. Finora le tregue non erano andate al di là di periodi di tempo molto limitati, in genere per Natale, come è per esempio avvenuto negli ultimi due anni. Qualche ora prima, il presidente colombiano, Juan Manuel Santos, aveva detto a un’emittente di Bogotà che era in attesa di azioni concrete da parte delle Farc in modo di poter annunciare a sua volta misure per fare passi avanti a favore della pacificazione. Il capo dello Stato non aveva però fatto alcun riferimento alla possibilità di una tregua da parte dell’organizzazione guerrigliera. Le Farc hanno da parte loro sottolineato che il cessate il fuoco potrebbe interrompersi “solo se si dovesse constatare che le nostre strutture fossero oggetto di attacchi da parte delle forze pubbliche”. L’annuncio è giunto nel corso delle lunghe e complesse trattative dell’Avana tra i rappresentanti delle Farc e il governo del presidente Santos: negoziati che hanno dato risultati concreti su alcune tematiche chiave, quali lo sviluppo dell’agricoltura, la partecipazione nella vita politica del paese dei guerriglieri che consegneranno le armi e la lotta al narcotraffico. Le Farc hanno ora affermato di sperare che la decisione sul cessate il fuoco “possa dar luogo a un armistizio” con il governo e chiesto d’altro lato che il nuovo processo di pacificazione sia sottoposto al controllo di esperti di una serie di organismi: tra i quali l’Unione delle nazioni sudamericane e la Croce rossa internazionale.