La Juve chiude l’anno da prima, ora la Supercoppa

Serie A; Soccer; Cagliari- Juventus
ROMA. -Contro il “nemico” Zeman la Juventus vince facile facile al Sant’Elia e si regala buon Natale e felice anno nuovo: può pensare solo alla Supercoppa di lunedì senza preoccuparsi più di tanto del campionato e di quello che farà la Roma. Praticamente chiude il discorso in un quarto d’ora con Tevez e Vidal non dando ad Allegri nemmeno la possibilità di farsi qualche domanda sullo schieramento a sorpresa di Zeman, con sei difensori in campo e senza il suo marchio di fabbrica, il 4-3-3. Si chiude così un 2014 da record in campionato per i bianconeri (sempre in testa, 95 punti in tutto tra il passato campionato e l’attuale): ora sono quattro i punti di vantaggio sulla Roma, in campo sabato all’Olimpico contro il Milan. Soprattutto, Allegri allontana le piccole ombre dei tre pareggi consecutivi, tra campionato e Champions, e si riappropria della solidità di squadra che è marchio di fabbrica per la Juve. Rossoblù sempre meno boemi sul piano del gioco e del coraggio: non era certo questa la partita per riscattarsi, ma i segnali non sono incoraggianti. La Juventus non ha trovato ostacoli: al primo pallone buttato in area Llorente ha subito sfiorato il gol. Al secondo era già in vantaggio. Bravo Tevez nella deviazione finale con la palla che carambola tre quattro volte nell’area piccola. Meno bravo il Cagliari che quella palla non riesce a mandarla via. Una storia che si ripete dodici minuti più tardi. Su palla messa in mezzo rasoterra da Evra, la respinta è debole. E Vidal ha tutto il tempo di pensare e realizzare un piccolo capolavoro con un destro a girare sul l’angolino lontano dalla portata di Cragno. Partita finita anche perché l’attacco a due del Cagliari è molto leggero. E i quattro della Juve lì in mezzo nascondono la palla a Conti e compagni giocando a due tocchi. Nella ripresa, con il Cagliari che nel frattempo rinuncia a un difensore per un centrocampista, la Juventus tra il vedere e il non vedere fa anche il terzo gol. Le solite geometrie di centrocampo portano Pirlo a mettere Llorente con la palla in area, ma spalle alla porta. Nessun problema per lo spagnolo: può girarsi e mettere dentro sorprendendo un po’ Cragno che forse non vede partire il tiro. A quel punto segna anche il Cagliari: ai rossoblù il gol mancava da tre giornate. La rete, è il 21′, è di Rossettini, bravo di testa su punizione cross di Cossu. Il Cagliari si scuote, ma solo un po’: è la Juve ad andare più vicina al quattro a uno. E finisce così: una partita senza storia dall’inizio alla fine.

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