Colombia: governo freddo dopo l’annuncio di tregua delle Farc

Seven FARC rebels killed in clashes with Colombian military

BOGOTA’. – In questi giorni in America Latina non c’è solo Cuba sotto i riflettori: in Colombia, il governo del presidente Juan Manuel Santos si è limitato ad accogliere positivamente, senza rispondere con contromisure, all’annuncio fatto dai guerriglieri delle Farc di un “cessate il fuoco” unilaterale e sine die, a partire dal 20 dicembre. Santos ha paragonato la misura delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia con “il gambo di una rosa piena di spine”, precisando che è necessario verificare in modo approfondito sia la portata dell’annuncio sia i possibili sviluppi. “E’ una decisione nella direzione giusta”, sottolinea l’ufficio dell’Alto commissariato per la pace di Bogotà, precisando che la decisione rappresenta “un buon inizio nel processo per la ‘de-escalation’ delle ostilità”. Le autorità “valuteranno il compimento della decisione da parte delle Farc” e Bogotà continuerà a “garantire e proteggere i diritti dei colombiani”. In altre parole, precisano i media locali, il governo non intende replicare alla mossa delle Farc rispondendo a sua volta con una dichiarazione analoga di cessate il fuoco. La sostanziale freddezza di Bogotà trapela anche nel fatto che il governo precisa di “non accettare”, almeno per ora, quanto richiesto dalla Farc in merito “al monitoraggio” sul campo del cessate il fuoco”. Altro punto delicato è quello della richiesta avanzata dall’ organizzazione guerrigliera su un coinvolgimento dell’Unasur (Unione nazioni sudamericane) proprio per controllare il processo di pacificazione. Il presidente dell’Unasur ed ex capo dello stato colombiano, Ernesto Samper, ha precisato che per portare a termine tale missione l’organismo deve avere il via libera da Bogotà: “Ci vuole, ha puntualizzato, l’avvallo del governo”. Le Farc sono il gruppo armato più longevo dell’America Latina e nei cinquant’anni del conflitto che ha insanguinato il Paese è la prima volta che si assiste a un cessate il fuoco di questo tipo. Finora le tregue non erano andate al di là di periodi di tempo molto limitati, in genere per Natale, come è per esempio avvenuto negli ultimi due anni. Nell’annuncio, le Farc hanno precisato che il cessate il fuoco potrebbe interrompersi “solo se si dovesse constatare che le nostre strutture fossero oggetto di attacchi da parte delle forze pubbliche”. L’annuncio è giunto nel corso delle lunghe e complesse trattative dell’Avana tra i rappresentanti Farc e il governo Santos: negoziati che hanno dato risultati concreti su alcune tematiche chiave, quali lo sviluppo dell’agricoltura, la partecipazione nella vita politica del paese dei guerriglieri che consegneranno le armi e la lotta al narcotraffico.