Terrorismo: Aquila nera. Gli arrestati, i loro ruoli

Pubblicato il 22 dicembre 2014 da redazione

Operazione ''Aquila nera'' - Fermo-immagine da filmato ROS Carabinieri

PESCARA. – Undici persone in carcere e tre agli arresti domiciliari nell’inchiesta “Aquila nera” della procura dell’Aquila. In manette sono finiti Stefano Manni, Marina Pellati, Luca Infantino, Piero Mastrantonio, Emanuele Pandolfina Del Vasto, Franco Montanaro, Franco La Valle, Maria Grazia Callegari, Franco Grespi, Ornella Garoli e Katia De Ritis. Ai domiciliari Monica Malandra, Marco Pavan e Luigi Di Menno di Bucchianico. Stefano MANNI – 48 anni originario di Ascoli Piceno e residente a Montesilvano (Pescara), parente del terrorista nero Gianni Nardi – è ritenuto dagli inquirenti il “capo indiscusso” dell’associazione neofascista “Avanguardia Ordinovista”, “occupandosi del reclutamento degli adepti e della loro formazione”. E’ finito nelle mire del Ros a partire dall’agosto 2012 e fino a quella data, si legge nell’ordinanza del gip, “si conosceva solo che era un ex sottufficiale dei Carabinieri congedato per motivi di salute”. La sua “compagna politica e di ideali politici”, Marina PELLATI – 49 anni, nata a Varese, arrestata con lui – aveva tra l’altro la funzione di effettuare proselitismo specialmente sui social, ma l’alter ego di Manni è Luca INFANTINO, 33 anni, di Legnano (Milano): “Condivide ogni aspetto strategico dalle condotte volte al proselitismo, le verifiche di nuovi associati, la programmazione di azioni violente, la realizzazione di un disegno politico formale parallelo”. Altro ruolo di rilievo, secondo l’accusa, quello di Katia DE RITIS – 57 anni, di Lanciano (Chieti) – che “nell’ultimo periodo d’indagine si è spesa per individuare obiettivi fisici da colpire e canali per il reperimenti di armi da fuoco e per i contatti con altri gruppi operativi”. La necessità di “un intervento violento contro personalità dello Stato” sarebbe stata condivisa da Luigi DI MENNO DI BUCCHIANICO, 47 anni, nato a Lanciano e residente a Villa Magna (Chieti). Molti degli arrestati sono accusati di essere disponibili alle azioni violente, quali rapine per acquisire armi, come nel caso di Franco GRESPI, milanese di 52 anni, e Ornella GAROLI, 53 anni, nata a Milano e residente a Gorizia: secondo il Gup “Grespi si é occupato del reperimento di esplosivi e armi da fuoco, per le quali ha intessuto contatti con fornitori stranieri; ha dato la disponibilità per essere l’esecutore materiale dell’attentato a Marco Affatigato e per rapine presso supermercati e abitazioni private”, mentre la sua compagna Garoli “ha operato sopralluoghi presso supermercati abruzzesi finalizzati alle rapine e si è prestata a essere una delle persone che dovevano compiere la rapina una l’abitazione”. Sono accusati di aver “sostenuto l’organizzazione dell’omicidio di Affatigato” anche Piero MASTRANTONIO, 40enne dell’Aquila, e Monica MALANDRA, aquilana di 42 anni. Maria Grazia CALLEGARI – 57enne nata a Venezia e residente a Pino Torinese (Torino) – avrebbe avuto il ruolo di “verificatore” degli aspiranti affiliati all’organizzazione. Emanuele PANDOLFINA DEL VASTO – 63 anni, originario di Palermo e residente a Pescara – è tra l’altro accusato di aver messo a disposizione del gruppo “la capacità di organizzare rapine”, mentre Franco MONTANARO – 46 anni, di Roccamorice (Pescara) – e Franco LA VALLE – 51 anni, di Chieti – sono appartenenti all’organizzazione “Confederatio” che avrebbe dato “disponibilità per compiere attentati”. Marco PAVAN, 30 anni, nato a Mirano (Venezia) e residente a Piombino Dese (Padova), è ritenuto un “affiliato operativo” dell’organizzazione: cioè è tra quegli indagati che, secondo l’accusa, “con condivisione ideologica degli obiettivi… nonché estendendo all’esterno il pensiero a fini di propaganda, hanno fornito disponibilità alle fasi operative di realizzazione del progetto”.

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