Allarme Onu, la guerra in Siria devasta 300 siti di cultura

Allarme Onu, guerra Siria devasta 300 siti cultura

NEW YORK. – La violenza della guerra costringe a riscrivere i manuali di storia. Quasi 300 siti del patrimonio culturale siriano sono stati toccati da un conflitto in cui quest’anno si sono inseriti i jihadisti dell’Isis. La devastazione e’ stata fotografata da satelliti commerciali e studiata dall’UNITAR, (United Nations Institute for Training and Research): le rovine greco-romane di Palmira, Dura-Europos sull’Eufrate e di Bosra, le citta’ bizantine nella Siria del nord, la moschea Umayyad e la cittadella fortificata di Aleppo,il Krac des Cavaliers sono alcuni dei monumenti che le prossime generazioni conosceranno com’erano fino a tre anni fa solo in fotografia. “Aree come Aleppo e Damasco, dove gli insediamenti umani risalgono a 7.000 anni fa, il Crac des Cavaliers (un castello crociato in arabo Qalaat al Hosn, “la fortezza imprendibile”), Raqa e Palmira hanno subito gravi danni”, ha rivelato oggi l’Istituto dell’Onu per la formazione e la ricerca in un rapporto in cui vengono analizzate 18 zone – sei dichiarate patrimonio dell’umanità dall’UNESCO – trovando 290 siti direttamente toccati. Di questi siti 24 sono stati distrutti, 104 hanno subito danni importanti, 84 sono stati parzialmente danneggiati e 77 lo sono probabilmente. Danni sono stati verificati a Ebla, scavata dagli italiani dell’Università di Roma. A Qalaat Siman la chiesa di San Simeone lo stilita, una delle più antiche e monumentali basiliche bizantine, e’ stata saccheggiata per cavarne i blocchi di pietra. Per misurare la devastazione il rapporto dell’UNITAR presenta foto di siti prima e dopo l’inizio della guerra. Immagini da Aleppo mostrano crateri grigi e montagne di macerie attorno alla celebre Cittadella. Pesanti danni anche alla Moschea Umayyad che perso il minareto dell’undicesimo secolo. Foto da Palmira e Dura-Europos mostrano i segni di vasti saccheggi, con il terreno punteggiato dai segni di scavi clandestini. Le foto “testimoniano il danno in corso: sono necessari sforzi nazionali e internazionai per proteggere queste aree per salvare il salvabile”, ha chiesto l’UNITAR. Se la violenza della guerra non discrimina tradizioni culturali e religiose diverse, la minaccia posta ai monumenti della Siria e’ diversificata: per alcuni siti sono le attivita’ militari a provocare danni, in altri la colpa e’ di scavi clandestini, saccheggi, costruzioni civili illegali. Il castello crociato del Crac des Cavaliers, conquistato dai ribelli, e’ stato ripreso in marzo dalle forze di Damasco ma solo al prezzo di mesi di intensi bombardamenti. (di Alessandra Baldini/ANSA)

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