Per Papa Francesco un intenso 2015, anno decisivo di riforme

Pope: Angelus prayer

CITTA’ DEL VATICANO. – Sarà un anno-chiave, il 2015, nel pontificato di Francesco. Un anno in cui verranno definitivamente al pettine i nodi delle “riforme” promosse dal Papa argentino: quella della Curia, per rendere il governo vaticano sempre più luogo di servizio per la Chiesa di tutto il mondo, e non più centro di potere; le riforme, per ora solo auspicate, nel campo pastorale della famiglia, su cui andrà a compimento il cammino sinodale con l’assemblea ordinaria convocata per ottobre. E quella che sta più a cuore al Papa, la “riforma spirituale”, resa necessaria dal catalogo delle “15 malattie” che affliggono la Curia e la Chiesa, sciorinato impietosamente da Bergoglio ai cardinali e vescovi esterrefatti, da lui incontrati lunedì scorso per gli auguri di Natale. Sarà anche un anno pieno di grandi eventi, per il Papa, con un’agenda densissima, tra Concistori, Sinodi, Giornate Mondiali della Famiglia, e anche tanti viaggi, che a dispetto di un’indole personale poco incline, stanno rendendo anche questo Pontefice un vero “globe-trotter”. Il 2015, subito dopo l’annuncio dei nuovi cardinali cui poi conferirà la porpora nel Concistoro del 14 e 15 febbraio, sarà inaugurato proprio da un grande viaggio, il secondo del Papa in Asia: dal 12 al 19 gennaio Bergoglio sarà infatti nello Sri Lanka e nelle Filippine, recandosi, in quest’ultimo Paese, anche nei luoghi colpiti dalle inondazioni. Francesco conferma così, a pochi mesi dal viaggio in Corea, la sua grande attenzione per l’Asia, insieme a quello che agli osservatori appare come un cammino di avvicinamento verso la Cina. Altri viaggi annunciati dalla sala stampa sono quelli in Francia (programma e date non ancora resi noti, anche se dovrebbe toccare Parigi e Lourdes, mentre quella fatta a novembre a Strasburgo era solo una visita alle istituzioni europee) e negli Stati Uniti, a Filadelfia in settembre per la Giornata Mondiale della Famiglia (ma il viaggio, anche se questo non è stato ancora annunciato, potrebbe fare tappa anche a New York e a Washington, dove il Papa è invitato a parlare sia all’Onu sia al Congresso). E’ stato lo stesso Bergoglio, poi, in una recente intervista, a dire che nel 2015 sono in progetto un viaggio in tre Paesi dell’America Latina (non la “sua” Argentina dove andrà nel 2016) e uno in alcuni Paesi dell’Africa. Per quanto riguarda l’America Latina, è stato il presidente boliviano Evo Morales a far sapere che il viaggio dovrebbe fare tappe in Paraguay, appunto in Bolivia, e in Ecuador. C’è comunque un altro Paese latino-americano dove viene data per certa una visita del Papa l’anno prossimo, il Messico, magari come ulteriore tappa del viaggio negli Stati Uniti in settembre, ma l’annuncio non verrebbe ancora dato per ragioni di opportunità. In Africa, invece, il viaggio dovrebbe includere l’Uganda, per celebrare il cinquantesimo anniversario della canonizzazione dei martiri ugandesi (8 ottobre 1964): Bergoglio sarebbe così il terzo Papa a visitare il Paese africano, dopo Paolo VI nel 1969 e Giovanni Paolo II nel 1993. Sullo sfondo resta poi l’intenzione ribadita dal Pontefice di andare in visita alle comunità cristiane sofferenti in Medio Oriente e in Iraq, anche se lui stesso ha ammesso che per ora la cosa non è possibile per i problemi che creerebbe ‘in loco’. In Italia, infine, sono per ora previste le visite a Napoli il 21 marzo e a Torino tre mesi dopo, il 21 giugno, quest’ultima per la venerazione della Sindone e le celebrazioni del bicentenario della nascita di Don Bosco. Altre si aggiungeranno. L’attività di Bergoglio – mentre è in elaborazione anche la sua attesa enciclica “ecologica” – si concentrerà molto, come detto, sui temi della riforma della Curia e del progetto di accorpamento dei dicasteri vaticani, di cui discuterà il 12 e 13 febbraio col Collegio cardinalizio riunito in Concistoro subito dopo un’ulteriore sessione del C9. Resta ancora da portare a termine, tra l’altro, con i relativi statuti, la definitiva riorganizzazione del comparto economico-finanziario. Nel 2015, prenderà l’avvio una volta per tutte anche il lavoro della Commissione presieduta dal card. O’Malley, voluta dal Pontefice, per la lotta alla pedofilia (plenaria dal 6 all’8 febbraio dopo che è stato completato l’organico di 17 membri, tra cui due vittime di abusi). Ma proprio lo scandalo della pedofilia sarà al centro di un processo che dovrebbe celebrarsi in Vaticano, quello all’ex nunzio a Santo Domingo Jozef Wesolowski. In altre parole, la gestione delle “piaghe” della Chiesa – lo dimostrano anche vicende che hanno fatto molto discutere, come l’indagine sull’ex presidente dello Ior Angelo Caloia o il crac finanziario dei Francescani – resta un problema del tutto aperto. E anche questo, insieme alle molte e malcelate resistenze alle sue riforme, è all’origine dello “sfogo” senza sconti di Bergoglio durante gli auguri alla Curia. (di Fausto Gasparroni/ANSA)