Napolitano verso “congedo”, il 31 bilancio e agenda futura

NAPOLITANO VERSO CONGEDO, IL 31 BILANCIO E AGENDA FUTURO

ROMA. – Nei giorni in cui le forze politiche cominciano a posizionarsi in vista della “grande corsa” quirinalizia, con il “countdown” attivato dallo stesso Giorgio Napolitano quando ha fatto trapelare la sua intenzione di “lasciare” all’indomani della conclusione del semestre italiano in Ue, cresce l’attesa per il discorso di fine anno. Perchè se il tradizionale appuntamento Tv del 31 gennaio è seguito sempre con interesse dalla gran parte degli italiani, desta invece una certa apprensione nel mondo politico spesso oggetto di “tirate d’orecchie” presidenziali. E questa volta, più di altre, quando il presidente “entrerà” nelle case degli italiani per formulare i suoi auguri, il paese si attenderà da Napolitano qualcosa di più visto che il suo commiato coincide con un periodo nel quale la “bussola” del Colle è necessaria più che mai. Avendo ormai imparato a conoscere lo stile di Napolitano gli italiani immaginano che il loro presidente bandirà formalismi e formalità linguistiche per adottare nei loro confronti un tono quasi “affettuoso” (ma non certo quando si rivolgerà al mondo politico così restio, per così tanto tempo, a dare copro alla realizzazione delle riforme). Il presidente sarà dunque più colloquiale, più personale, si potrebbe dire “familiare” con gli italiani. Di tutt’altro tenore rispetto, ad esempio, agli ultimi interventi istituzionali “tonanti” pronunciati in occasione dei saluti alle diplomazie e al Csm, dove ha distribuito vigorose bacchettate anche sulle dei magistrati. La notizia del prossimo trasloco di Napolitano dal Quirinale, pur ampiamente preannunciato, ha comunque spiazzato il paese, non solo il premier Matteo Renzi che fin dall’inizio ha avuto con il Colle un forte sodalizio (d’altra parte ha detto proprio nei giorni scorsi Napolitano, “al governo Renzi non c’erano alternative”). Il Quirinale ha rappresentato da subito una sponda decisiva per Renzi sia sulle riforme e l’Europa sia sull’operato del governo. Mancano ormai 4 giorni al discorso del “congedo” dopo il biennio supplementare. Una presidenza da Guinness, quella di Napolitano,che ha trascorso 9 anni filati al Colle guadagnandosi sul campo il “titolo” di Re Giorgio.In questi giorni Napolitano, che si trova a Castelporziano, si predispone alla stesura del messaggio con lo sguardo rivolto soprattutto al paese provato dalla interminabile crisi economica e dal dilagare della “politica giudiziaria”. Ci si attende un discorso corposo (di bilancio dei 9 anni) che indichi e “suggerisca” una Agenda per i prossimi anni. E così pure ci si attende uno sprone al Governo e alla politica e un incoraggiamento, un invito alla fiducia e alla speranza rivolto ai “cari italiani e italiane”. Dopo il 13 gennaio, dunque, ogni giorno potrebbe essere buono per l’addio al Colle. D’altra parte il “trasloco” sarà ultra-rapido. Già due anni fa in prossimità della scadenza del settennato, Napolitano aveva fatto trasferire nella nuova “dimora” istituzionale dei senatori a vita (palazzo Giustiniani) gran parte dei suoi libri, quadri e anche gli orologi della scrivania. Quel trasloco rimase “congelato” e tra breve verrà completato con il trasferimento delle ultime cose nello studio che fu di Oscar Luigi Scalfaro (adiacente a quello di Ciampi). Quanto al possibile successore al momento regna il caos: l’identikit è evanescente, i candidati si moltiplicano come i veti incrociati. Di bipartisan ci sono per ora solo le smentite (di Berlusconi e di Renzi) sui retroscena e le indiscrezioni. (di Giuliana Palieri/ANSA)