Crisi: disagio per 17,3 milioni, volteggia il fantasma della povertà

Pubblicato il 29 dicembre 2014 da redazione

poveri
ROMA. – “Sull’Italia volteggia sempre più pericoloso il fantasma povertà”, sottolinea una ricerca del centro studi della Cna. “Sette anni di crisi stanno affondando le regioni meridionali e insulari, che sono le più a rischio indigenza d’Europa, ma dal Lazio alla Liguria l’allarme riguarda anche aree fino a pochi anni fa considerate benestanti”. Secondo il rapporto, “sono 17,3 milioni gli italiani in condizioni di disagio economico e a rischio di esclusione sociale. Più di Germania (16,2 mln), Regno Unito (15,6 mln), Spagna (12,6 mln) e Francia (11,2 mln)”. E “non migliora la valutazione del rischio povertà in termini percentuali. Nel nostro Paese riguarda il 28,4% della popolazione, contro una media dell’Unione europea a 28 Stati pari al 24,5%, con Spagna al 27,3%, Regno Unito al 24,8%, Germania al 20,3% e Francia al 18,1%. Peggio dell’Italia, nella Ue, sta solo la Grecia, dove i poveri o quasi-poveri sono il 35,7% del Paese”. Dal 2008 in poi “è cresciuto di 2,23 mln (+14,7%) il numero degli italiani il cui tenore di vita è sceso sotto la soglia di povertà, vivono cioè in famiglie con un reddito inferiore al 60% di quello medio, trasferimenti sociali inclusi” Per la Cna, “a impressionare maggiormente è l’ampiezza del disagio sociale raggiunta nel Mezzogiorno: in Sicilia riguarda ormai oltre il 55% della popolazione e supera il 40% dappertutto, tranne Sardegna (31,7%) e Abruzzo (26,2%). Sono dati che pongono un terzo del Paese al livello delle regioni più povere di Bulgaria, Grecia, Ungheria”. E rispetto alle economie più avanzate della Ue (23% di popolazione a rischio povertà), “anche Lazio (26,6%), Liguria (24,5%), Marche e Umbria (23,3%) appaiono in situazione critica. “Forte” la ripresa dell’emigrazione interna: “Nel solo 2013 sono stati 133mila i meridionali che si sono spostati nel resto del Paese”. Nel Mezzogiorno “il reddito medio delle famiglie dove l’entrata principale deriva da lavoro autonomo è di 27.546 euro, quasi 16mila in meno che al Nord, dove arriva a 43.272 euro”.

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