Stroncato da un infarto Pino Daniele: La nuttata del nero a metà

NAPOLI. – Il nero a metà ha lasciato. Stroncato da un infarto, è morto Pino Daniele, alla vigilia dei suoi 60 anni. Di questo traguardo anagrafico aveva parlato in tv il 30 dicembre, manifestando il disagio verso un mondo in cui avvertiva ‘la mancanza di pensiero’. La ‘nuttata’ del cantautore napoletano, che aveva inventato un suono nuovo nella musica italiana, non è passata.

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Prima di lui, ma solo per ragioni anagrafiche, c’era Murolo. Poi c’è stato solo Pino, l’unico musicista italiano che si è inventato un sound inconfondibile, fatto di sonorità e parole che graffiano nel profondo. Fin dall’inizio il suo progetto è stato chiaro, fondere la grande tradizione della canzone napoletana e gli elementi della musica del Mediterraneo con il blues, il jazz, il soul e il funky, pescando nei dischi dei suoi idoli, Jeff Beck, Eric Clapton, ma anche Paco de Lucia, Frank Zappa, Carlos Santana, Pat Metheny. ‘Napule’ è diventata il manifesto della speranza e delle disillusioni di una generazione. Il cordoglio delle più alte cariche istituzionali. I funerali mercoledì a Roma, al Santuario del Divino Amore. Il Maschio Angioino ammaina le bandiere, De Magistris annuncia il lutto cittadino. Napoli lo piange.

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