Parigi-Dakar: è giallo sulla morte del motociclista Hernik

Michal Hernik dies during Rally Dakar 2015
BUENOS AIRES. – Si allunga la scia di sangue che spesso accompagna il rally più famoso, e pericoloso, al mondo: il motociclista polacco Michal Hernik, 39 anni, è morto nel corso della terza tappa, lunga 220 km, della Dakar in Argentina. Incidente mortale dalle circostanze ancora poco chiare che ha richiesto l’apertura di una indagine su quanto realmente accaduto. A rendere noto il decesso del motociclista della Ktm – da lui battezzata ‘Baby’ – è stato l’organizzazione del rally. Il corpo di Hernik è stato trovato al km 206 tra San Juan e Chilecito, in un’area chiamata ‘Cuesta de la Miranda’, circa 1.200 km da Buenos Aires. Hernik aveva partecipato al rally di Marocco nel 2013 e a quello di Abu Dhabi l’anno scorso. Quella in corso in Argentina era per il centauro polacco la prima Dakar, nella quale si trovava all’84/a posizione della classifica generale. A trovare il corpo a circa 300 metri dal percorso è stato uno degli elicotteri del soccorso medico. Le ragioni del decesso ancora non sono note, precisano i media argentini, che hanno subito dato grande spazio alla notizia: “terza tappa, prima vittima”, affermano alcuni siti web, ricordando che la magistratura locale ha già aperto un’inchiesta. “Le circostanze nelle quali ha perso la vita non sono ancora state accertate”, è stato precisato in un comunicato ufficiale, nel quale si sottolinea che sul corpo del motociclista “non c’erano tracce di un incidente”. L’ultimo segnale di Hernik è stata rilevata alle 14.37. L’organizzazione ha quindi fatto scattare la ricerca del piloto inviando nella zona un elicottero. Il corpo, trovato alle 16,03, si trovava riverso a 300 metri dalla strada della gara. La moto e il casco erano accanto al cadavere. Quella del pilota polacco nato a Cracovia è l’ennesima tragedia nella lunga storia della gara. Dal 2009, per motivi di sicurezza, legati ai pericoli ambientali lungo buona parte del territorio africano, la corsa si è trasferita in Sudamerica, pur mantenendo lo storico nome di Dakar. La gara continua ad appassionare in quanto unisce passione per i motori, senso dell’avventura estrema e del rischio. Oltre a coinvolgere ingenti interessi economici e ad avere spesso anche un elevato prezzo in termini di vite umane. Dalla prima edizione, nel 1978, i piloti vittime della Dakar sono 25: dal motociclista Patrick Dodin, che perse la vita nella prima edizione, fino all’incidente in cui rimase coinvolto l’anno scorso un altro motociclista, Eric Palante. Quella di Hernik è la quinta morte da quando la Dakar si disputa in Sudamerica: in precedenza, oltre a Palante, avevano perso la vita il francese Pascal Terry nel 2009, l’argentino Jorge Martínez Boero nel 2012 e il francese Thomas Bourgin nel 2013.

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