Il fenomeno Sassuolo è il “made in Italy”: un 11 tricolore per sbancare S.Siro

Soccer: Serie A; Milan-Sassuolo

SASSUOLO (MODENA). – Quella conquistata domenica a San Siro contro il Milan è sicuramente la vittoria carica di maggiore fascino da quando il Sassuolo si è affacciato in serie A. La squadra emiliana lo ha fatto schierando undici giocatori, oltre ai tre subentrati nel corso della partita, tutti italiani. Un po’ come il Parma che si è affidato ai calciatori del nostro Paese (anche in questo caso undici su undici) per ritrovare la vittoria contro la Fiorentina. In una giornata di campionato con emiliane senza stranieri, quasi un rimando al Piacenza tutto italiano degli anni ’90. Ma se il Parma oggi guarda al futuro con una proprietà straniera, il ‘made in Italy’ del Sassuolo ha radici profonde. Nel 2002 è entrato infatti nella galassia del gruppo Mapei e grazie agli investimenti di Giorgio Squinzi dalla C2 è arrivato alla serie A attraversando un percorso sofferto soprattutto nei cinque anni di B. Quella di credere nei calciatori italiani fa parte di una strategia che il Sassuolo ha adottato da tempo, sposando una filosofia accentuata nei due anni nella massima serie A, investendo anche parecchio denaro. La differenza rispetto ad altri è che il Sassuolo, un po’ come i grandi club, i giovani li acquista e non li vende. Il patron Squinzi, da sempre orgoglioso del suo gruppo di lavoro, oggi ha preferito non commentare l’impresa di San Siro lasciando in eredità i complimenti fatti personalmente alla squadra negli spogliatoi a fine partita. ”Era contento – ha raccontato il tecnico Eusebio Di Francesco – prima di giocare gli avevo anche pronosticato una nostra vittoria”. Un dispiacere al ‘suo’ Milan il patron, la cui fede rossonera è risaputa da sempre, l’aveva già dato un anno fa: il 12 gennaio, quando al Mapei Stadium il Sassuolo batté 4-3 i rossoneri, provocando poi l’esonero di Allegri grazie al poker di Berardi. Berardi-Zaza-Sansone è il tridente offensivo che molti invidiano a Squinzi: 66 anni in tre, secondo alcuni potrebbero anche rappresentare il futuro della nazionale. La rosa di quest’anno, il cui valore supera abbondantemente gli 80 milioni ed è composta da 28 giocatori, ha solo tre stranieri, la metà dell’anno scorso, di cui due spesso titolari ma assenti a Milano: l’algerino Taider impegnato con la Coppa d’Africa, il croato Vrsaljko rientrato in patria per un lutto familiare e già promesso alla Juve per la prossima estate. Il terzo è Chibsah, spesso abituato alla panchina, centrocampista del Ghana, partito dal settore giovanile del Sassuolo, unico straniero sempre presente nelle ultime tre stagioni. ”Non c’è preclusione nei confronti dei giocatori che vengono dall’estero – ha sempre puntualizzato Di Francesco – Noi cerchiamo calciatori bravi, in grado di integrarsi nel nostro progetto tecnico. Il Sassuolo ha impostato le sue strategie puntando su giocatori italiani e i risultati ci hanno dato ragione”.