Renzi al lavoro per 2015 anno “felix, nel senso di fecondo”

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi alla cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico dell'Università di Bologna nell'aula magna di Santa Lucia, Bologna

BOLOGNA. – Un anno in cui, tra riforme e un Expo “finalmente depurato dalla discussione su come sono stati i procedimenti amministrativi”, l’Italia deve e può giocarsi tutto per rilanciarsi. Un anno, il 2015, che può essere “felix, nel senso di fecondo”. E’ pronto a scommetterci il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che da Bologna ha dato il via ad un gennaio cruciale sul fronte del lavoro, dei nuovi assetti istituzionali e dell’elezione del successore di Giorgio Napolitano al Quirinale. E questo in un clima difficile, con i sindacati a protestare anche in Emilia in occasione della sua visita al nuovo centro e polo produttivo della Granarolo; e una settantina di studenti dei collettivi, in corteo per le vie del centro di Bologna, a lanciare uova contro il cordone di Polizia e Carabinieri schierato per proteggere l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Alma Mater. Giovani cui lo stesso premier si è rivolto – dall’Aula Magna dell’Ateneo – invitandoli, per primi, a credere nel Paese e nella sua capacità di risollevarsi. “Oggi alla generazione che si avvia all’Università”, chiarisce per bene, arriva un messaggio “che lascia presagire l’Italia come un Paese spacciato. Voglio dire agli studenti che non è così: questo è un Paese in cui tutto è possibile”, e chi lo nega “sta negando il diritto alla realtà: l’Italia è un Paese in cui è possibile cambiare le cose”. Non a caso, il primo appuntamento ufficiale di Renzi è stato nella sede di un colosso agro-alimentare come Granarolo, che è riuscito a crescere in questi anni di crisi arrivando a festeggiare il primo miliardo di fatturato. “Ce la stiamo mettendo tutta insieme a tutti gli italiani di buona volontà per far diventare il 2015 l’anno felix, fecondo, per il nostro sistema Paese”, ha detto chiedendo uno sforzo anche al sistema bancario affinchè faccia più credito alle pmi e meno “salotto”. Il tutto ricordando il percorso delle riforme e auspicando un cambio di passo anche in Europa. Continente che “ha conosciuto un’epoca di tecnici e tecnocrati che è fallita: persone che non sono state in grado di guidarci sulla retta via, perché il nostro tempo non ha bisogno soltanto di tecnici preparati, ha bisogno di competenza e preparazione ma anche di un’esperienza che si fa guida”. E la guida di Renzi sembra voler correre sull’asse che unisce impresa e Università. Atenei che in Italia devono essere sostenute e per i quali il premier ha proposto un vero e proprio “anno costituente”. Le università “del mondo talvolta si presentano meglio di come sono – ha spiegato dando il via al 927/o anno accademico – in Italia abbiamo qualità che non riusciamo a presentare per colpa di un sistema burocratico che non riesce a valorizzare ciò che di eccellente possiamo offrire. Su questo tema propongo che il 2015 sia un anno costituente per le università italiane”. Perché il Paese “è una superpotenza, forse non più economica, ammesso che lo sia mai stata, ma è una superpotenza per i valori e per la cultura”, intesa da Renzi come unico “antidoto al fanatismo e al terrore” riemerso con i drammatici attacchi alla Francia nei giorni scorsi. Attacchi cui non si può rispondere con “un atteggiamento sguaiato, cialtrone e maldestro di chi a casa nostra pensa che ‘identità’ sia il contrario di integrazione: il contrario è anonimato” perché, ha detto “la parola identità è una delle più belle da difendere”. “Se c’è un obiettivo di chi scommette sul terrorismo – ha concluso – è farci perdere l’idea di essere quello che siamo. E noi siamo l’Università di Bologna”.  (di Gianluca Angelini e Roberto Anselmi/ANSA)