Cresce l’Inter di Mancini, tris al Genoa

Soccer: Serie A; Inter-Genoa

MILANO. – L’alchimia di Roberto Mancini dà i primi risultati: l’Inter batte il Genoa 3-1 con la miglior prestazione in stagione. Ancora una volta l’allenatore deve rimescolare giocatori e modulo, rimediare alle squalifiche, trovare la chiave tattica per avere ragione di una squadra forte come il Genoa di Gasperini, ex al veleno che ancora si pente della sua deprimente esperienza all’Inter. Mancini cambia l’assetto ma anche la mentalità: i giocatori sono motivati, agguerriti, galvanizzati. Hanno fiducia e vogliono vincere, insomma dimostrano uno spirito da Inter. I nerazzurri vanno a 25 punti, a 5 di distanza dal terzo posto, traguardo che sembra oggi possibile. Il mercato soddisfa il tecnico il quale però esalta i suoi soprattutto per il gran primo tempo, meno per il secondo anche se Vidic allontana le paure dopo il gol del Genoa che rischiava di riaprire la partita. Senza Juan Jesus, Kovacic e Ranocchia, Mancini ridisegna i reparti: in difesa torna Vidic con Andreolli, Campagnaro e D’Ambrosio. A centrocampo Medel e Guarin. Dietro Icardi, Palacio, Hernanes e Podolski al suo debutto a San Siro. Non è pronto Shaqiri mentre Osvaldo resta in tribuna e le telecamere lo roprendono mentre sbadiglia distratto. Per lui un futuro altrove. Il Genoa risponde con un 3-4-3 e fa vedere un buon gioco soprattutto nel secondo tempo: i suoi uomini migliori Iago Falque’, Antonelli e Bertolacci. Il gol che da’ l’illusione ai rossoblu’ di poter riaprire la sfida al Meazza lo firma Izzo. Moratti si gode la partita in tribuna all’insolito orario delle 12.30: l’Inter parte forte, con ritmi alti e ottime trame di gioco. Subito si fa vedere Icardi sul quale al 2′ para Perin, poi e’ la volta di Antonelli farsi pericoloso. Dopo solo dodici minuti, l’atteggiamento battagliero e vivace dell’Inter viene premiato con il gol di Palacio che si avventa sulla respinta corta di Perin sul primo tentativo di Icardi. Podolski e’ bene integrato nella manovra, si produce in ottimi affondi ma si spegnera’ nel secondo tempo. L’Inter gioca bene, riparte con Icardi e Palacio. Il Genoa fa possesso palla ma produce poco. Poco dopo la mezz’ora, Palacio pericolo due volte in una prolungata azione offensiva della sua squadra. Guarin è concentrato e collaborativo, cerca di mandare a rete i compagni e, nel complesso, migliora con la cura Mancini. La squadra gira, è affiatata, ascolta l’allenatore. Non si accontenta e cerca il raddoppio che puntuale arriva al 39′: calcio d’angolo di Hernanes per la testa di Icardi. Protesta il Genoa per un presunto fallo dell’argentino che si sarebbe appoggiato a Burdisso al momento dello stacco. Per Icardi decimo gol, il primo di testa. La squadra di Mancini cala nel secondo tempo anche perchè il Genoa si riserva coraggiosamente in attacco: subito e’ pericolosa con Antonelli, poi con Jago Falque’ che tenta il destro a giro. I nerazzurri provano il contropiede sempre con Icardi e Palacio ma la conclusione di Hernanes e’ fuori misura. Bertolacci cerca il gol al termine di un’azione concitata, poi al 17′ gran colpo di Lestienne che si infrange sulla traversa. Al 19′ Genoa ancora pericoloso con Bertolacci. Il pubblico di San Siro incita i suoi e applaude Shaqiri che inizia il riscaldamento anche se Mancini decidera’ di non farlo entrare. Il tecnico a bordocampo dispensa indicazioni e consigli e non si accorge della gran botta sferrata da Andreolli. Un bolide che lo centra in pieno tanto da farlo cadere. Sorretto e aiutato dallo staff tecnico, si rialza, si riprende e sorride. Nessuna conseguenza per il piccolo incidente. La aprtita va avanti con qualche apprensione per l’Inter e Vidic che salva su Lestienne. Bella punizione di Podolski deviata in corner. Obi rileva un hernanes non del tutto convincente e subito prova il destro sul quale Perin e’ attento a intervenire. Il Genoa spinge e trova il gol al 40′ con Izzo che ribadisce in rete il tiro di Costa sul quale Handanovic aveva mostrato una colpevole incertezza. Momenti tesi in campo con l’Inter preoccupata. Mancini chiede ai suoi coraggio per chiudere la partita da grande squadra: ci pensa Vidic a mettere a segno il gol del 3-1. Mancini non e’ del tutto soddisfatto, l’Inter non e’ ancora quella che lui viole ma oggi arriva la conferma che la strada intrapresa e’ quella giusta. (di Daniela Simonetti/ANSA)