Haiti: a 5 anni dal terremoto c’è ancora molto da fare

Pubblicato il 12 gennaio 2015 da redazione

Altre foto di bambini supportati da Save the Children

PORT AU PRINCE. – Cinque anni dopo il terremoto che ha devastato Haiti – di magnitudo 7.0 con un bilancio di circa 200 mila morti e 1,5 milione di sfollati – e malgrado le cifre astronomiche di assistenza economica che ha ricevuto il paese, resta ancora molto da fare, soprattutto in termini di ricostruzione e servizi essenziali, come acqua, sanità ed istruzione. Secondo stime delle Nazioni Unite, circa l’80% delle promesse di aiuto finanziario -per un totale di circa 12,5 miliardi di dollari- sono state onorate e alcuni dei segni più visibili della catastrofe sono spariti, come i milioni di metri cubi di macerie che bloccavano le strade di Port au Prince e di altre regioni del paese, ma la situazione resta critica in molti settori, anzitutto per l’alloggio. Delle centinaia di campi profughi sorti dopo il terremoto solo 125 restano in piedi. Circa 85 mila persone vivono ancora in queste strutture dove, secondo un rapporto di Amnesty International, le condizioni sono terribili: scarso accesso all’acqua potabile ed all’energia elettrica e in media un gabinetto ogni 85 abitanti. Molti degli ex residenti nei campi -circa 200 mila, secondo stime delle Ong – non hanno modo di tornare nelle loro case, che non sono state ricostruite, e si sono spostati verso quartieri nella periferia della capitale, come Canaan, Jerusalem e Onanville, dove la situazione non è migliorata, tra l’altro, perché all’allontanarsi dai campi gli sfollati sono automaticamente usciti dalle statistiche di popolazione a rischio con necessità di assistenza immediata. Come sottolinea Amnesty, ad Haiti “esisteva una crisi dell’alloggio anche prima del terremoto, con un deficit di circa 700 mila unità, alle quali si devono aggiungere altre 250 mila case distrutte o danneggiate dalle scosse” e le misure adottate finora per affrontare la crisi si sono rivelate in molti casi inefficaci. OxFam International, un’altra Ong presente nel paese, ha sottolineato la “necessità di accelerare il processo di ricostruzione del paese, e garantire alla popolazione quei servizi essenziali di cui ha un disperato bisogno”, osservando che gli aiuti internazionali “dovrebbero essere adesso accompagnati da un impegno e da una leadership forte del governo e della società civile di Haiti”.

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20:19Calcio: Kakà, la mia carriera di giocatore finisce oggi

(ANSA) - SAN PAOLO, 17 DIC - "Questo è il punto finale: la mia carriera di giocatore finisce qui". L'annuncio è di un Kakà emozionato, e arriva dai microfoni di Rete Globo. L'ex milanista era tentato da un'offerta del San Paolo, che avrebbe voluto fargli chiudere la carriera nel club dove l'aveva cominciata, "ma la mia ultima maglia - ha detto Kakà - è stata quella dell'Orlando City". "Avevo bisogno di un po' di tempo per prendere una decisione in tranquillità - ha aggiunto -, poi ho chiesto ai miei genitori, mio fratello, la mia ragazza e mia cognata, un periodo di preghiera. Sono andato in Europa per sentire l'emozione delle partite lì dove il calcio ha raggiunto il pieno potenziale. E in maniera consapevole sono giunto alla conclusione che è arrivata l'ora di ritirarmi. Cosa farò? Mi preparerò per continuare nel calcio con un altro ruolo, ma non è detto che chi è stato un grande calciatore sia bravo anche da dirigente. Mi piacerebbe lavorare per uno dei club in cui ho giocato. Il Milan mi ha fatto una proposta, vedremo...".

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(ANSA) - ROMA, 17 DIC - Dopo Luca Dotto, oro nei 100 sl, tocca a Marco Orsi rimpinguare il medagliere dell'Italia agli Europei in vasca corta in corso a Copenhagen. L'azzurro delle Fiamme Oro Roma lo fa nel modo migliore, vincendo, in 51"76, nei 100 misti. Batte in rimonta, nella frazione a libero, il russo Fesikov che cede allo sprint con 51"94. Con quest'oro, mai vinto dall'Italia, sale a ben 19 medaglie (8 individuali) il bottino azzurro agli Europei.

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(ANSA) - ROMA, 17 DIC - "Se spero più nel settimo scudetto o nella Champions? Credo che la Juve possa andare in fondo agli obiettivi. In Italia il campionato è più equilibrato rispetto agli anni scorsi, e cercheremo di arrivare in fondo e di dare la zampata vincente". Al termine di Bologna-Juventus, Massimiliano Allegri sottolinea che la sua squadra punta, come sempre, a vincere tutto. La Juve sembra essersi ritrovata: per Allegri "i ragazzi stanno facendo delle buone prestazioni, stiamo crescendo fisicamente e come compattezza. Abbiamo creato molto e concesso niente". "Finora i numeri del campionato sono importanti - dice ancora -, poi Napoli e Inter stanno facendo numeri altrettanto importanti e per stare in alto non potevamo fare meno di loro". Ma di chi è il merito della compattezza ritrovata? "Di chi gioca e di chi sta in panchina - risponde Allegri -. C'è grande disponibilità e i meriti sono dei ragazzi. Chi temo di più per lo scudetto? Della Roma si parla poco, ma è migliorata: ha giocatori di spessore e subisce pochissimo".

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