La corruzione ha dimensioni intollerabili

FISCO: CONTROLLI GDF-AGENZIA ENTRATE IN TUTTA ITALIA

ROMA. – E’ sulla corruzione il richiamo più forte del Guardasigilli Andrea Orlando nella relazione alle Camere sullo stato della giustizia che precede l’inaugurazione dell’anno giudiziario, fissata per venerdì in Cassazione. Un richiamo che si inserisce in un ragionamento sugli interventi di contrasto in atto, ma che è senza mezzi termini: siamo di fronte a “un fenomeno criminale ha raggiunto dimensioni intollerabili, anche per l’intreccio con strutture di tipo mafioso”. Misure legislative sono all’esame del Parlamento, comprese quelle studiate dal governo: pene più alte, confisca dei beni, patteggiamento solo per chi restituisce il maltolto. Sul piano preventivo, è stata rafforzata l’Anticorruzione e c’è l’obbligo per i pm informare l’Authority quando avvia inchieste su questo fronte. Da Napoli, proprio il numero uno dell’Autorità Raffaele Cantone sottolinea che ora l’iter legislativo deve essere portato a termine. E del resto, lo stesso allarme lanciato dal ministro segnala la necessità di fare in fretta. Il percorso non è senza insidie, vede prescrizione e falso in bilancio tra i temi in agenda, mentre è legge l’autoriciclaggio, il cui impatto deterrente sulla corruzione non è stato ben percepito, sostiene Orlando. Ma l’opposizione non ci sta. I Cinque Stelle parlano di “bluff”, riforme “fallimentari”, certi che la giustizia sia parte del patto del Nazareno e definiscono Orlando un “ministro fantasma”. La Lega attacca gli interventi sui reati di lieve entità e sulle carceri, giudicati un’indiscriminata depenalizzazione, ma anche la “miniriforma” sul civile, che ha alzato i costi di accesso per i cittadini. Proprio la giustizia civile, invece, è indicata da Orlando come il terreno delle innovazioni più importanti, dopo che “per 20 anni quest’ambito è stato assente dal dibattito pubblico, a causa di una polemica imperniata tutta sul penale”. Il ministro rivendica le cifre, con le pendenze scese per la prima volta sotto i 5 milioni, a quota 4 milioni 898 mila, con un calo del 6,7%. Lo fa anche sulle carceri, dove i detenuti che nel 2010 erano più di 70 mila, si sono stabilizzati sui 53 mila anche grazie alle pene alternative alla detenzione. Emergenza superata senza amnistia o indulto, fa notare Orlando, che annuncia la prossima nomina di un garante nazionale dei detenuti e cita le misure compensative per disinnescare i ricorsi alla Corte di Strasburgo per il sovraffollamento carcerario, che hanno fatto risparmiare 42 milioni di euro. Ora, per evitare passi indietro, serve una seria riforma sulla custodia cautelare, avverte. Più in generale, la partita sulla giustizia chiama al superamento di “uno scontro ventennale” che ha generato “uno dei più grandi macigni per la crescita”: il mal funzionamento della macchina giudiziaria. Di qui l’appello alle forze politiche, specie d’opposizione, a collaborare. Tra i parametri per misurare la salute della giustizia, Orlando inserisce quello sulla responsabilità civile dei magistrati, perché 4 casi di condanna su 400 cause da quando la legge Vassalli è in vigore, dicono che quella norma “non tutela i cittadini” e va cambiata, senza intaccare l’indipendenza dei giudici. Una riforma sollecitata, nei loro interventi, dagli esponenti di Ncd e Scelta civica. Altro piano urgente, quello del terrorismo: nuove misure sono “ineludibili”, ha detto Orlando, e serviranno per rendere più stringenti i controlli e coordinare le indagini.