Quirinale: sette giorni per definire l’identikit del Capo dello Stato

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ROMA. – Sette giorni per definire l’identikit del Capo dello Stato e poi tirare fuori il nome giusto, sul quale far convergere i voti della maggioranza degli oltre mille grandi elettori. La prossima settimana il Pd incontrerà i partiti per fare il punto. Nessun profilo ancora definito dunque, nonostante via Facebook il segretario del Psi Riccardo Nencini (che questa mattina ha incontrato una delegazione Dem per parlare ufficialmente di riforme) assicuri come vi sia stata condivisione sulla loro “indicazione: forte europeismo, garante dell’unità nazionale, alto profilo. Nuovo incontro – fa sapere – alle soglie delle votazioni”. Amato, che scende un po’ nel borsino, Mattarella, Finocchiaro sono i nomi che continuano a circolare con più insistenza mentre gli ex segretari di partito come Veltroni (che oggi è stato avvistato a Palazzo Giustiniani, dove ha il suo studio anche il presidente della Repubblica emerito Giorgio Napolitano) e Bersani continuano a scendere nelle quotazioni, anche in considerazione del fatto che il premier avrebbe deciso di non considerare nella rosa ministri, tecnici di area ed ex segretari di partito. Mentre prende sempre più consistenza il fatto che Renzi avrebbe un nome da svelare solo all’ultimo momento e – si ragiona in ambienti dem- in condizione di trovare il gradimento sia del proprio partito sia di Silvio Berlusconi. Il Cav intanto mantiene come candidato di bandiera Antonio Martino. Si fanno sentire intanto anche Grillo e Casaleggio, che dal blog chiedono al presidente del Consiglio di tirare fuori i nomi in anticipo in modo da poterli far votare dalla Rete: “Toc toc Renzi batti un colpo di democrazia”, scrivono sostenendo che il futuro Capo dello Stato non debba essere scelto solo dal “duo Berlusconi/Renzi”. (di Chiara Scalise/ANSA)

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