Obama difende l’alleanza con l’Arabia Saudita e vola dal nuovo re

Pubblicato il 27 gennaio 2015 da redazione

Arabia Saudita, la salma di re Abdullah portata fuori dalla moschea a Riad

NEW YORK. – Il dossier dei diritti umani in Arabia Saudita di certo segna il passo, ma l’alleanza tra Washington e Riad è di fondamentale importanza nella lotta al terrorismo e negli sforzi per la stabilità regionale. Lo ha affermato Barack Obama poco prima di volare oggi con la first lady nella capitale del regno saudita, per rendere omaggio – assieme ad una vasta delegazione americana – al nuovo sovrano, re Salman Abdul Aziz al Saud, ed esprimergli le condoglianze per la morte venerdì scorso del suo predecessore, re Abdullah. L’amministrazione americana, ha detto Obama alla Cnn, non rinuncia ad esercitare una “continua e consistente pressione” sulle autorità saudite su argomenti come il rispetto dei diritti umani. E lo hanno fatto anche in merito alla vicenda del blogger Raif Badawi, condannato a 10 anni di carcere e mille frustate perchè giudicato colpevole di aver insultato l’Islam. Tuttavia, il presidente ha evitato di rispondere ad una domanda diretta se intendesse parlare personalmente della vicenda di Badawi col re. “A volte – ha detto – dobbiamo bilanciare il nostro bisogno di parlare con loro di questioni relative ai diritti umani, con problemi immediati che abbiamo in termini di lotta al terrorismo o di stabilità regionale”. Problemi immediati, ma allo stesso tempo anche a lunga scadenza, che riguardano, oltre alla lotta allo Stato islamico, anche il futuro dell’Iraq e della Siria. O i negoziati internazionali sul programma nucleare iraniano, o la rivolta sciita in Yemen, la politica petrolifera. Tutti argomenti cruciali, su cui negli ultimi anni ci sono state diverse incomprensioni che Washington vuole superare, come dimostra il fatto che Obama abbia scelto di andare personalmente a Riad. E anche il fatto che con lui viaggino pure il suo segretario di Stato John Kerry, il direttore della Cia John Brennan, il capo del Comando Centrale (Centcom), generale Lloyd Austin, la consigliere per la sicurezza nazionale Susan Rice e diversi altri esponenti dell’amministrazione e del Congresso. E come ha fatto sapere la Casa Bianca anche diversi repubblicani, tra cui gli ex segretari di Stato John Baker e Condoleezza Rice, o l’ex candidato alla Casa Bianca John McCain. La decisione di Obama di andare di persona in Arabia Saudita, hanno affermato alcuni suoi stretti collaboratori, è in parte dovuta al fatto che il presidente era già in partenza per New Delhi quando è morto il sovrano saudita e questo ha reso le cose più facili. Resta però il fatto che per fare scalo a Riad Obama ha deciso di accorciare di un giorno il suo viaggio in India, cancellando una visita che aveva in programma al Taj Mahal e ad accoglierlo davanti alla scaletta dell’Air Force One all’arrivo ha trovato il nuovo re, Salman Abdul Aziz al Saud.

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