La crisi pesa sugli italiani, quattro su 10 pensano che sarebbe meglio uscire dall’euro

Pubblicato il 30 gennaio 2015 da redazione

 

Fisco: dipendenti dichiarano 20.280 euro, autonomi 36.070

ROMA. – Pochissime luci e tante, tantissime ombre: questa l’immagine sull’Italia che la 27/ma edizione del Rapporto Italia dell’Eurispes tratteggia in oltre mille pagine. Una radiografia impietosa, che ha fotografato un Paese ai minimi storici sul fronte del lavoro e della disoccupazione. Ma il pessimismo supera le frontiere, se è vero che quattro italiani su 10 pensano che sarebbe meglio uscire dall’euro e che addirittura uno su 2 addebita alla moneta unica l’indebolimento della nostra economia. In questo quadro non si stenta a credere che quasi la metà degli italiani si trovi costretta a rateizzare le spese per sottoporsi a cure mediche. Ma qualcosa di positivo è emerso: oltre al forte attaccamento all’Italia che comunque continua a resistere, svetta il forte consenso dato a Papa Francesco, stimato addirittura al 90%. Ulteriore cartina al tornasole per comprendere però il grado di sfiducia può essere il fatto che circa la metà dei nostri connazionali (45%) sarebbe disponibile a trasferirsi all’estero. Elemento che collima (47%) con la quantità di persone che non riesce ad arrivare a fine mese con il proprio stipendio, percentuale peraltro aumentata di oltre 16 punti rispetto al 2014. Comprensibile quindi il fatto che più di un lavoratore su 2 (58%) non riesca a fare progetti per il futuro anche se, viene segnalato, la percentuale è leggermente migliorata rispetto al 63,4% dello studio precedente. Ma il dato, in qualche modo incoraggiante, viene subito contraddetto da un’altra quota importante di lavoratori (65%) che sente di non essere in grado di poter garantire serenità alla propria famiglia: da qui il ricorso a genitori e parenti (28%). Negativo, ma decisamente in linea con i risultati, il ‘sentiment’ sul capitolo risparmi, che per otto italiani su 10 ha preso le sembianze di un miraggio. Un fiato corto, quindi, che spiega bene il calo del potere di acquisto, percepito in forte ribasso da sette italiani su 10 (in linea con il 2014). –

PER 4 ITALIANI SU 10 MEGLIO USCIRE DALL’EURO I meno convinti della moneta unica sono soprattutto i lavoratori atipici (47,5%), vale a dire, segnala l’Eurispes, “quelle categorie più indebolite dalla crisi economica e dall’ instabilità del mercato del lavoro”. Gli occupati con contratto a tempo determinato si dividono invece in due fasce quantitativamente simili: un 47,4% di favorevoli, e un 42,1% di contrari.

CONSENSI AL 90% PER PAPA FRANCESCO Ma il giudizio oltremodo positivo traina la fiducia nella Chiesa, che tocca livelli mai raggiunti nella serie 2009-2015: i consensi sono al 62,6%, rispetto al 49% del 2014, e il 36,6% del 2013. Intanto per Papa Bergoglio i consensi raddoppiano (dal 27,1 al 51,1%) tra i 18-24enni, e sale addirittura dal 34,3 al 53,5% nella fascia d’età tra 25 e 34 anni. Al 70%, poi, per le persone sposate.

Il 45% SI TRASFERIREBBE ALL’ESTERO In questo caso i dati appaiono come una conferma del fatto che oggi le condizioni di vita nel nostro Paese sono più difficili che in passato.

47% ITALIANI NON ARRIVA A FINE MESE CON ENTRATE La percentuale è aumentata di 16,4 punti rispetto alla rilevazione precedente. Solo il 44,2% degli intervistati riesce ad arrivare a fine mese senza grandi difficoltà.

40 MILA USURAI, IN FORTE CRESCITA AL CENTRO-NORD Secondo l’Eurispes sarebbero non meno di 200mila i commercianti coinvolti in rapporti di usura. Inoltre, poiché ciascuno si indebita con più strozzini, le posizioni debitorie sono oltre 600mila e, in almeno 70mila casi, il debito è stato contratto con associazioni per delinquere di stampo mafioso finalizzate all’usura.

PER 58% LAVORATORI DIFFICILE FARE PROGETTI Il dato tuttavia mostra un leggermente miglioramento rispetto al 63,4% della precedente rilevazione. Stop quindi, per il 57%, alle spese ‘importanti’, nonostante, anche in questo caso, il dato precedente fosse al 66%.

CROLLA LA FIDUCIA VERSO AUTORITA’ GIUDIZIARIA, -12,6% La percentuale dei cittadini che si fida dell’autorità giudiziaria passa dal 41,4% al 28,8%. Crolla tuttavia anche la quota di cittadini che non ha fiducia nella magistratura, passata dal 54,8% al 68,6% attuale.

MARINA E CARABINIERI LE FORZE PIÙ AMATE La Marina, con un +5,8% rispetto all’anno scorso, è la forza armata che raccoglie i maggiori consensi, con il 73,5%. Segue l’Aeronautica, con il 72,3% (+7,1%) e, infine, l’Esercito, che fa registrare un 68,4% di gradimento ma ha il più alto incremento rispetto al 2014, (+8,1%).  (di Paolo Teodori/ANSA)

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