La Grecia alza i toni dello scontro e rifiuta l’offerta Ue

Pubblicato il 30 gennaio 2015 da redazione

New government in Greece

BRUXELLES. – La Grecia rovescia il tavolo con l’Europa e lo fa davanti al presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem volato ad Atene a proporre le condizioni di Bruxelles, tutte rigettate. Il nuovo Governo non vuole né un’estensione del programma di aiuti e né il ritorno della Troika Ue-Bce-Fmi per concludere l’attuale piano, due mosse che secondo la Ue avrebbero dato a tutti il tempo di parlare del futuro. Ma Alexis Tsipras e il suo ministro delle Finanze Yanis Varoufakis vogliono voltare pagina subito, e sono disposti a tutto, anche ad assumersi il rischio di arrivare alle prossime scadenze sui titoli senza gli aiuti internazionali. Lo scontro è dunque altissimo, e la Germania chiude anche oggi la porta a qualunque negoziato sul debito: non ci faremo ricattare, ha detto il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble. Non rispettando le condizioni trattate con la troika Tsipras “mette il suo Paese in pericolo”, avverte il presidente del Parlamento Ue, Martin Schulz, intervistato dal settimanale tedesco Der Spiegel. “Gli elettori greci – chiosa – devono essere realistici. Le promesse elettorali vengono mantenute raramente e non ci sono elefanti rosa che sanno suonare la tromba”. La riunione tra Dijsselbloem e Varoufakis è tesa fin da subito, e si conclude con una breve conferenza stampa nella quale i due si guardano a fatica. E nemmeno ci provano a nascondere l’aperto conflitto: “Non ho alcuna intenzione di collaborare con i funzionari della Troika per l’estensione del programma di salvataggio” in scadenza a fine febbraio, ha detto il ministro. “Ignorare i compromessi già fatti non è la strada da seguire”, ha risposto il presidente. Le differenze tra i due sono “enormi”, confida una fonte europea. Il nuovo Governo vuole una soluzione che dia sollievo al suo debito, negoziandola in un consesso diverso da quelli intervenuti finora in modo da arrivare a conclusioni diverse, magari più ‘creative’ di quelle di Bruxelles, vincolata alle regole. Ma Dijsselbloem esclude l’idea a priori: “Dovete capire che questo luogo dove negoziare esiste e si chiama Eurogruppo”, spiega al ministro, mettendo in guardia i nuovi governanti da “mosse unilaterali”, dopo le quali il dialogo si interromperebbe immediatamente. L’importante, ricorda, è che la Grecia “non mandi perduto tutto quello che è stato raggiunto negli ultimi anni”. Che l’atmosfera si stia scaldando sempre di più, lo dimostra anche l’escalation di dichiarazioni in arrivo da Berlino: “Siamo difficili da ricattare”, avverte Schaeuble a proposito delle idee greche sul debito. Ipotesi, quella del taglio o della svalutazione, che considera “un divorzio dalla realtà”. Del resto, i privati ci hanno già rimesso una volta con l’ ‘haircut’, il taglio del valore nominale dei titoli deciso durante la ristrutturazione del debito, e la Germania la vede come un’esperienza irripetibile, anche perché darebbe una cattivo segnale agli investitori. Berlino era favorevole solo al prolungamento del programma, “ma solo se fosse collegato a una chiara disponibilità a realizzare le riforme concordate”. Questione che da oggi è ufficialmente esclusa, perché, come ha spiegato Varoufakis, la Grecia che rifiuta l’austerità non può accettare l’estensione di un programma basato proprio su quella. Ora tocca al Governo greco decidere cosa fare, ha spiegato Dijsselbloem lasciando Atene visibilmente alterato. La Grecia, senza piano di aiuti, rischia di finire il ‘cash’ per onorare le prossime scadenze a metà anno: tra luglio e agosto deve ridare alla Bce circa 6 miliardi di euro. Se non consente alla Troika di tornare, dettando le ultime condizioni per avere l’ultima tranche di aiuti, nemmeno l’attuale programma sarà portato a termine. Il che la taglierebbe fuori anche dal QE della Bce e dalla liquidità d’emergenza per le banche, che da quei fondi dipendono. E il clima teso, si riflette subito sui titoli: lo spread vola a 1.049 e i rendimenti dei decennali, in netto rialzo, a 10,79%.  (di Chiara De Felice/ANSA)

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