Istituto Italiano di Cultura di Caracas: Successo della Mostra fotografica del Santo Crocisfisso di Monreale

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CARACAS – Un’atmosfera elegante, ma al contempo familiare ci accoglie al nostro arrivo al Centro di Cultura Italiano. L’occasione è stimolante ed affascinante. Si è aperta con la mostra fotografica dedicata alla festa del Santo Crocifisso di Monreale l’anno dell’Italia in America Latina.

– Il Ministero ci tiene molto a questo progetto in quanto reputiamo essenziale l’unità tra i popoli. L’emigrazione italiana in America Latina è stata consistente, pertanto sono numerose le comunità presenti in America Latina. È giusto, quindi, avere ottimi rapporti con i paesi che ospitano i nostri connazionali anche e soprattutto attraverso la cultura – ci spiega in maniera esaustiva la recièn llegada direttrice del Centro Italiano di Cultura, la Dott.essa Erica Berra.

Per lei, la presentazione della mostra fotografica del venezuelano Adolfo Acosta è anche il debutto ufficiale nel Centro e l’occasione per iniziare a conoscere l’ambiente e la comunità che lo frequenta.

Da poco arrivata dal Guatemala, vive, ovviamente una fase di ambientamento

– In Guatemala sono stata benissimo, la comunità lì è piccola, si contano circa 8000 italiani, ma negli ultimi anni sono state fatte tante cose, porterò con me ricordi eccezionali e sono sicura che anche qui in Venezuela mi troverò bene – queste le parole della direttrice che ci racconta il primo impatto con il paese.

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Gli ospiti sono attenti nell’osservare le foto dell’artista Acosta, tra una copa de vino e assaggi di formaggi offerti dal Centro la serata scorre immergendosi tra le viuzze di Monreale che bene sono rappresentate dal fotografo.

– Ho scelto Monreale perchè mia moglie è originiaria di quel paese ed in questi anni in Venezuela mi ha sempre parlato della processione del Santo Crocifisso – ci racconta Adolfo Acosta.

– Mio suocero che per diritto ereditario appartiene alla fratellanza ( gli incaricati di portare il Crocifisso in processione tra le strade di Monreale) me ne ha parlato così tanto che alla fine mi sono deciso di partire per l’Italia ed immortalare questo evento attraverso le mie fotografie – l’artista è soddisfatto del suo lavoro, ma dai suoi occhi emerge tanta gratitudine verso chi lo ha aiutato nel suo lavoro

– Dell’Italia ed in particolare di Monreale, porterò sempre nel mio cuore il calore della gente, mi hanno trattato come uno del paese, e questo per me è stato meraviglioso, la gente mi invitava a prendere il caffè in casa, tutti si sono messi a disposizione affinchè mi sentissi come a casa mia – ma non è solo questo il ricordo che Acosta porterà nella sua mente, ma soprattutto nel suon cuore per molto tempo

– La “comida” – ci racconta sorridendo affettuosamente – il cibo, i suoi sapori così diversi da quelli venezuelani non li dimenticherò mai più, e l’acqua, la possiblità di bere l’acqua del rubinetto come potrò mai dimenticarla? In Venezuela è impossibile fare una cosa del genere –

Quando gli viene chiesto quale è la foto che maggiormente rappresenta l’anima della processione di Monreale non ha dubbi “è la foto in primo piano del fratello che urla e prega sotto la vara”.

E su questo è concorde la direttrice del Centro di Cultura

– sono soprattutto i volti che trasmettono le emozioni, e le emozioni ti portano a rivivere attraverso le fotografie il significato della festa –

Ed è davvero così, scrutando le foto non si può far a meno di notare come la mostra sia stata incentrata sulla spiritualità dell’evento, attraverso i volti delle persone, nei particolari delle foto si evince l’enorme spiritualità della festa.

– Rispetto alle feste religiose qui in Venezuela c’è una differenza essenziale che ho osservato a Monreale. Non è importante il contorno, la gente si riunisce attraverso la figura del Cristo, si percepisce tanta preghiera, la spiritualità è intensa – chiosa il fotografo Acosta.

Fermi davanti ad una foto che ritrae una donna che dal suo balcone tocca il Crocifisso che in quel momento stava passando davanti casa sua, la direttrice ci saluta cordialmente asserendo che queste fotografie dimostrano quanto la religiosità sia importante in Italia ed attraverso processioni, quale quella del Crocifisso di Monreale, la fede sia viva nel popolo italiano.

Una fede che unisce, così come la cultura.

 (Gennaro Buonocore/Voce)