L’Istat cambia il paniere, inseriti car sharing e cibo gluten free

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ROMA. – Car sharing, alimenti senza glutine e calcolo della Tasi al Caf: è così che cambiano per gli italiani le abitudini negli spostamenti, nell’alimentazione e nel rapporto con le novità fiscali introdotte dal Governo. Questi sono infatti alcune delle nuove voci introdotte dall’Istat nel paniere 2015 per il calcolo dell’inflazione. Da cui invece escono prodotti tecnologici non più al passo con i tempi come il registratore dvd o l’impianto HiFi. L’aggiornamento del paniere, che tiene conto delle novità emerse nelle abitudini di spesa delle famiglie, vede l’ingresso dei biscotti e della pasta senza glutine, della birra analcolica, dei mezzi di trasporto in condivisione (car e bike sharing) e delle bevande al distributore automatico. Arrivano inoltre anche il caffè al ginseng al bar e l’assistenza fiscale per il calcolo delle imposte sulla casa: una novità, quest’ultima, legata all’introduzione della Tasi – spiegano i tecnici dell’Istat – e all’evidente difficoltà delle famiglie a calcolarne l’importo. Migliora inoltre la copertura di alcune voci di spesa, con l’introduzione del prodotto Pizza alla voce ‘Pizza e quiche’, delle visite intra moenia dall’ortopedico e dei ricambi per rasoi tra gli Apparecchi non elettrici. Escono invece dalle abitudini di spesa degli italiani sempre più tecnologici l’impianto HiFi, il navigatore satellitare, il registratore Dvd e il corso di informatica: tutti apparecchi e abitudini ormai superati dalla tecnologia 2.0. Complessivamente il nuovo paniere conta 1.441 prodotti (un po’ meno dei 1.447 dello scorso anno per una migliore definizione delle varietà di ortofrutta) e tra le principali divisioni di spesa aumenta il peso sui consumi dei servizi sanitari e spese per la salute, dell’abitazione, acqua elettricità e combustibili e in misura più contenuta dei Prodotti alimentari e bevande analcoliche, e Bevande alcoliche. In calo invece Abbigliamento e calzature, Trasporti, Mobili, Servizi ricettivi, Ricreazione, spettacoli e cultura. Ma i consumatori sono critici. Per il Codacons si sarebbe dovuto aumentare sensibilmente il peso degli alimentari, che in una situazione di forte calo dei consumi hanno un’incidenza maggiore sulla spesa delle famiglie. Per l’Unione nazionale consumatori il nuovo paniere “non tiene conto del crollo dei consumi”: l’associazione ha confrontato i nuovi pesi e l’ultima indagine sui consumi effettivi delle famiglie e il risultato è che “i pesi ufficiali Istat non corrispondono ai consumi reali delle famiglie, perché non tengono conto della crisi e del crollo delle spese in atto”. Secondo Adusbef e Federconsumatori escono “prodotti i cui costi sono in forte ribasso, che potrebbero trascinare ulteriormente all’ingiù il tasso”.

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