Tsipras, con l’Ue siamo sulla strada giusta. Il gelo della Merkel

Italian Premier Matteo Renzi meets Greek Prime Minister Alexis Tsipras

BRUXELLES. – La Grecia cerca comprensione in Europa. Ed anche se per ora al suo fianco sembra avere solo i leader socialdemocratici e la Bce attende decisioni comuni prima di aprire la borsa, Alexis Tsipras si dice “molto ottimista”. Con la Ue “non abbiamo ancora l’accordo ma stiamo andando nella giusta direzione”, dice dopo la visita a Commissione, Consiglio e Parlamento europei. La Germania però non molla: il taglio del debito è fuori discussione e la posizione sulla troika non cambia, avvertono da Berlino, in attesa che il vero negoziato parta in un Eurogruppo straordinario che dovrebbe riunirsi mercoledì prossimo, alla vigilia del vertice dei leader. Sarà in quella sede che il governo greco dovrà confrontarsi “velocemente e in maniera costruttiva” con i 18 partner dell’Eurozona, come indicato oggi da Mario Draghi direttamente al ministro delle Finanze Yanis Varoufakis, che lascia l’Eurotower dicendosi “incoraggiato”. Intanto Alexis Tsipras nel suo tour europeo, dopo l’incontro di ieri con Renzi, oggi a Bruxelles ha incassato la plateale cordialità di Jean Claude Juncker, che lo ha abbracciato e preso per mano guidandolo ai piani alti della Commissione. Ma nel palazzo del Consiglio europeo ha trovato invece il gelo di Donald Tusk. Il conservatore polacco voluto da Merkel ha impiegato due ore per varare una nota in cui qualifica il colloquio come “franco e aperto” (ovvero, dura discussione, in gergo diplomatico) e avverte che “il negoziato sarà difficile”. Al Parlamento europeo, infine, Tsipras ha trovato il sostegno di Martin Schulz. “Un compromesso si deve trovare sulla base del programma di governo”, ha commentato, sottolineando che Tsipras “cerca la cooperazione europea, non l’uscita della Grecia” dall’euro. A Parigi anche Francois Hollande lo ha incoraggiato, sostenendo che Grecia e Francia hanno “gli stessi obiettivi per l’Europa, che sia più solidale, più politica e più rivolta alla crescita”. Dalla Germania invece sono arrivate folate di gelo, appena stemperate da un riconoscimento del ministro delle Finanze Wolfgang Scheuble: “I progressi fatti dalla Grecia sono andati oltre le aspettative”. Ma un documento che Berlino metterà sul tavolo dell’Eurogruppo riecheggia quanto confidato ieri dal capogruppo del Ppe (e ‘alter ego’ di Angela Merkel), Manfred Weber: Alexis Tsipras deve rinunciare alle sue promesse elettorali. E cancellare tanto l’aumento del salario minimo quanto il blocco delle privatizzazioni, che per Berlino sono già una violazione flagrante degli accordi. In prima persona la cancelliera, che sostiene di avere posizioni comuni “nella sostanza” con Renzi e Hollande, oggi si è limitata a sottolineare che “da anni” la Germania lavora perché Atene resti nell’eurozona. Poi si è detta “lieta” per i primi incontri, ma ha ricordato che la Grecia è “sottoposta ad un programma”, che esso “è stato prolungato fino a febbraio” e che “è ora che la Grecia dica quali sono le proposte concrete”. Di misure Tsipras ne ha cominciato a parlare a Bruxelles, definendole “realiste”. I dirigenti europei tacciono sui dettagli, ma fonti governative di Atene hanno riferito che a Juncker il premier ha prospettato “un accordo transitorio” per arrivare fino a giugno e preparare “assieme alla Ue” un piano quadriennale (2015-2018) di “riforme radicali”, che includa la lotta alla corruzione e all’evasione fiscale. Aspetti sottolineati da Schulz: “E’ ora che chi ha portato i soldi all’estero contribuisca” a pagare il conto. Varoufakis, prima dell’incontro con Draghi a Francoforte e con Schaeuble a Berlino, ha riconosciuto con la stampa tedesca che “i tedeschi hanno già pagato molto”, ma ha aggiunto che “pagheranno molto di più se non si risolve il problema del debito”. Tsipras invece è tornato ad usare tonti rassicuranti. Vogliamo un accordo “accettabile per tutti”, ha affermato, sottolineando che l’obiettivo è “correggere le regole, non smantellarle”. “Il nostro obiettivo – ha ribadito – è che siano rispettate la sovranità ed il mandato che abbiamo ricevuto, ma allo stesso tempo noi rispetteremo le regole”. E dopo il faccia a faccia con Hollande a Parigi ha ritrovato la verve: la Grecia “non è un pericolo per l’Europa”, la Ue è una “casa comune” in cui “dobbiamo tutti rispettare le regole” ma “su una base di uguaglianza”, perché “non ci sono dei padroni”. Un accordo quindi lo si troverà perché, è convinto Tsipras, “so molto bene che la storia della Ue è fatta di disaccordi e, alla fine, di compromessi e accordi”.  (di Marco Galdi) (ANSA)