Dopo la Bce, anche Berlino e Fmi stoppano Atene: rispetti gli impegni

Greek finance minister Varoufakis in Germany

BERLINO. – La speranza di oggi è che almeno restino seduti al tavolo a litigare. Toni pacati, a tratti pure distesi – nella capitale tedesca si cita perfino Goethe – i due ministri delle Finanze di Berlino e Atene hanno preso atto, nel primo incontro bilaterale, di non essere affatto d’accordo sul futuro della Grecia. E di non avere una soluzione. “We agreed to disagree”, siamo d’accordo sul non essere d’accordo, ha affermato il falco tedesco del rigore Wolfgang Schaeuble, che ha richiamato Yanis Varoufakis al “rispetto degli impegni”. Il governo di Angela Merkel non è però isolato, nella linea della fermezza, stavolta. Questo primo attesissimo incontro – dalle urne che hanno rivoluzionato la scena politica ellenica – è avvenuto infatti dopo la doccia gelata della Bce, che già aveva chiuso i rubinetti ad Atene, impedendone il rifinanziamento nelle aste di liquidità. E adesso anche il Fondo Monetario Internazionale ha chiesto alla Grecia di “portare avanti il programma” anche “per evitare ogni pericolo di contagio”. Alexis Tsipras non sembra trovare sponde, inoltre, neppure a Roma e Parigi, schierate con la Banca centrale: “La decisione della Bce è legittima”, dichiarano all’unisono Renzi e Hollande. Fedele al suo elettorato però, il leader di Syriza non ha ammorbidito i toni: “La troika è completamente finita”, ha dichiarato ad Atene. Mentre il suo ministro senza cravatta, già famoso per l’ostentato understatement, è arrivato ad evocare il rischio del nazismo, facendo sgranare gli occhi all’anziano cristiano-democratico tedesco. L’esito di tanta tensione è, come prevedibile, la sofferenza dei mercati. La borsa di Atene, crollata in avvio (-9%) per l’impatto della decisione dell’Eurotower, ha chiuso a -3,37%, vedendo andare a picco i bancari. Anche Piazza affari (-0,59) e Francoforte (-0,05%) hanno chiuso in negativo, mentre le altre Borse sono risalite in territorio positivo. A Berlino, dove la bilaterale è stata preceduta da polemiche e speculazioni sulla vociferata intenzione di Merkel di evitare ogni incontro con il collega greco, (il quale peraltro l’ha manifestamente snobbata preferendo Renzi e Hollande), lo scontro sostanziale fra Schaeuble e Varoufakis è stato attenuato da un clima costruttivo: “Siamo un partner potenziale, pronto a trattare. Siamo una chance per l’Ue, ci usi”, ha detto Varoufakis. Mentre lo stesso Schaeuble prometteva ogni impegno per trovare “soluzioni comuni” nell’interesse dell’Europa. Il ministro tedesco ha messo subito le cose in chiaro: “Siamo d’accordo sul fatto che il taglio del debito non sia possibile a questo punto”. “Rispettiamo il voto greco”, ha aggiunto, “ma gli impegni vanno adempiuti”, anche perché “l’affidabilità è il presupposto per la fiducia”. “La Grecia appartiene all’euro – ha aggiunto – ma nonostante un confronto davvero aperto e intenso non siamo realmente d’accordo su quello che si debba fare”. Certi annunci “non vanno nella direzione giusta”. L’esponente dell’Esecutivo di Tsipras ha chiesto invece “un programma ponte, da ora fino a maggio, per avere lo spazio di colloqui necessari per un nuovo contratto con la Commissione Ue, la Bce e il Fmi”. La Grecia ha tutto l’interesse a trovare una soluzione a questa “crisi infinita”, ha fatto capire. Ma con Berlino e con l’Europa ci si dovrà incontrare a metà strada, per dare un segnale al popolo greco, che è esausto e a rischio. “Quando stasera tornerò nel mio Paese, troverò un Parlamento in cui la terza forza politica non è un partito neonazista, ma nazista”. “Nessuno paese può capire meglio in Europa”, ha concluso citando la Berlino degli anni ’30 come paragone, quali rischi si corrano. “Abbiamo bisogno della Germania – ha concluso – dalla nostra parte”.  (di Rosanna Pugliese/ANSA)

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