Obama e il Dalai Lama pregano insieme. Ira della Cina

OBAMA E IL DALAI LAMA PREGANO INSIEME. L'IRA DELLA CINA

WASHINGTON. – Risoluto ma cauto: il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, accoglie nuovamente a Washington il Dalai Lama, per pregare insieme. ”Un buon amico”, dice del leader spirituale tibetano inviso a Pechino, che ha voluto oggi al National Prayer Breakfast, consueto evento annuale con numerosi esponenti politici e religiosi. Consapevole tuttavia che la reazione della Cina non si sarebbe fatta attendere: ”No a interferenze”. E’ pero’ un equilibrismo diplomatico l’incontro, ‘a distanza’, dei due premi Nobel per la Pace. La Casa Bianca si conferma attenta ai gesti, ai simboli: il Dalai Lama c’e’, ma e’ in platea, insieme con i 3.600 partecipanti all’evento all’insegna della ‘preghiera comune’. Siede in prima fila accanto all’attore Richard Gere. Allo stesso tavolo Valerie Jarrett, tra le piu’ strette collaboratrici di Obama. Ma non si va oltre. Non e’ in programma un incontro privato, certo non davanti alle telecamere. Come del resto era accaduto per ognuna delle tre volte in cui Obama durante il suo mandato ha ospitato il Dalai Lama nella capitale degli Stati Uniti. Accogliendolo si’ alla Casa Bianca, ma non nello Studio Ovale che e’ normalmente riservato agli incontri con i capi di Stato, bensi’ nella Map Room. I simboli quindi, e la cautela cui l’amministrazione Obama non rinuncia nemmeno in scadenza di mandato. Cosi’ come il presidente non rinuncia al suo messaggio forte: dal palco rivolge subito uno “speciale benvenuto” al Dalai Lama. E’ “un buon amico”, dice, e “un potente esempio di cosa vuol dire praticare la compassione, che ci spinge a parlare per la libertà e la dignità di tutti gli esseri umani”. Le mani giunte, il capo chino, i due si salutano, a distanza. Non basta. La Cina reagisce e ribadisce: “Il caso del Tibet è una questione che riguarda gli interessi e i sentimenti nazionali cinesi”, ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino. “Ci opponiamo a qualsiasi interferenza da parte di paesi stranieri negli affari interni della Cina e ad incontri con il Dalai Lama”, ha aggiunto auspicando che “il leader americano possa avare una visione d’insieme sulla vicenda e gestirla in modo adeguato”.  (di Anna Lisa Rapanà/ANSA)