I tagli alle auto blu hanno i giorni contati. Incombono sanzioni

Madia,ultimi 10 giorni per adeguarsi a taglio auto blu ++

ROMA. – Una lettera su carta intestata, seguendo la via tradizionale delle comunicazioni ufficiali interne, e poi un tweet, per ribadire il concetto e rivolgersi all’intera opinione pubblica. Sono questi i canali attraverso cui passa l’ultimatum del ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia. E il messaggio è chiaro: i tagli alle famigerate auto blu hanno i giorni contanti. In effetti i tempi stabiliti nel decreto di dicembre sono arrivati a scadenza e ora il governo non sembra disposto a concedere tanto margine. Anche perché, nello stesso Dpcm, sono previste delle sanzioni, ulteriori strette, per gli enti che non rendono noti i dati sul parco vetture. L’obiettivo è arrivare a un censimento permanente, da cui risulterà chiaro se la P.a si sarà adeguata alla sforbiciata che limita il tetto della auto blu a cinque per ciascuna amministrazione, a partire da quelle con i ‘parcheggi’ più piccoli, sotto le 50 macchine, che dovranno concretizzare la riduzione entro il 26 febbraio. Ma i piani di rientro dovranno essere spediti al ministero già il 16 del mese. E il punto verrà fatto nel primo Cdm utile, si tenterà un passaggio nell’ultima settimana del mese. “Entro 10 giorni – il 16 febbraio – i ministeri e le Pubbliche Amministrazioni interessate devono informare su come si adeguano alla diminuzione delle #autoblu decisa da Governo”, mette in chiaro Madia via Twitter, facendo il sunto della nota spedita il 5 febbraio a tutti gli enti che devono fare i tagli (non solo dicasteri ma anche forze dell’ordine e agenzie). Nella nota veniva esplicitata la richiesta: “comunicare” agli uffici del ministro “ogni misura adottata al fine di rispettare le scadenze previste dal decreto”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’11 dicembre, che spalma i tagli in tre tranche: la prima, dopo 60 giorni dall’uscita del provvedimento, cade proprio a febbraio; la seconda, per le amministrazioni con più di 50 auto ma meno di 100, termina a fine giugno; l’ultima, per gli enti con più vetture, si chiude il 31 dicembre. A fine 2015, e per ogni anno, tutte le amministrazioni, inclusi gli enti locali, dovranno comunicare l’elenco delle vetture, altrimenti, in aggiunta alla riduzione di spesa ‘automotive’ già prevista sul 2011 (-70%), si applicherà un’ulteriore contenimento (-50% sul limite per il 2013). Per chi viola le regole quindi non resterebbero che ‘spiccioli’ da dedicare al capitolo. La roadmap e lo stato dell’arte si conosceranno più nel dettaglio a fine febbraio, o al massimo ai primi di marzo, quando in sede di Cdm, sulla base alle risposte alla lettera appena inviata dal ministro, verrà presentato “un documento di sintesi” sul tema. Ad ora, stando all’ultima rilevazione pubblicata del Formez, le auto della Pa centrale sono circa 3.600. Alcuni ministeri, stando almeno al database del Formez, sono avanti con il programma di riduzione, tra questi ci sarebbero lo Sviluppo Economico e il Lavoro, altri sono in fase di ‘cura dimagrante’, come l’Economia e la presidenza del Consiglio. Altri ancora, invece, sono indietro ed proprio per loro che Madia suona la sveglia.

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