Boom di assunzioni in Usa. Obama, “Austerity rischiosa”

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NEW YORK. – Se l’Europa trema per una mina vagante di nome Grecia, dall’altra parte dell’Atlantico gli Stati Uniti brindano a una ripresa dell’economia e dell’occupazione piu’ forte di ogni rosea previsione. L’America, insomma, sembra andare di corsa. L’ennesima conferma e’ arrivata dai posti di lavoro creati dall’inizio dell’anno: un boom di assunzioni che conferma come il mercato del lavoro statunitense sia “sempre piu’ vicino alla piena guarigione”, tornato su livelli che non si vedevano dalla fine degli anni ’90, ben prima della grande crisi. Per la Casa Bianca ci sono tutte le premesse per un 2015 ancor piu’ positivo dello scorso anno. Un 2015 in cui gli Usa possono continuare ad essere la locomotiva che traina la stentata ripresa mondiale. E in questa fase l’obiettivo del presidente Barack Obama e’ chiaro: “Bisogna evitare un’austerity rischiosa e insensata, concentrandosi invece sugli investimenti nella futura crescita”. Un messaggio inviato innanzitutto a un Congresso un mano alla destra, a cui Obama ha di recente presentato il suo piano di investimenti e di aiuti alle famiglie. Ma un messaggio che e’ anche musica per le orecchie di tutti quei responsabili politici In Europa impegnati nella lotta all’austerita’ e al rigore voluti soprattutto da Angela Merkel. Proprio la cancelliera tedesca sara’ lunedi’ 9 gennaio alla Casa Bianca, per un faccia a faccia con Obama, anche sui temi economici. E il presidente Usa potra’ mostrarle i risultati di quella ricetta che ha permesso all’America di sottrarsi alle sabbie mobili della recessione, con un’economia che oramai viaggia sul 5%. Cosi’ a gennaio i nuovi posti di lavoro creati sono stati 257 mila, ben oltre le attese. “Sono otto mesi consecutivi che si creano piu’ di 200 mila posti, la prima volta che accade in venti anni”, sottolinea l’amministrazione statunitense. E anche il dato che indica un leggero aumento del tasso di disoccupazione – salito a gennaio al 5,7% rispetto al 5,6% di dicembre – si spiega col fatto che molti piu’ americani sono oggi alla ricerca di un’occupazione, segno – afferma il ministero del lavoro – della crescente fiducia nella ripresa dell’economia. Una fiducia che sta contagiando anche le imprese, e che ha portato ad un altra inversione di tendenza: i salari cominciano ad aumentare. Segno che la ripresa dell’economia, finora poco percepita dalla stragrande maggioranza dei lavoratori, comincia a trasmettersi anche sulle buste paga. Tale quadro non puo’ che rafforzare la convinzione di molti di un imminente svolta della Fed che, dopo aver posto fine al programma del Quantitative Easing (l’immissione di liquidita’ attraverso l’acquisto di titoli), si avvierebbe ad alzare quei tassi da anni vicini allo zero. Una decisione che dovrebbe arrivare a meta’ anno. E allora si’ che in America si potra’ considerare davvero chiuso il capitolo crisi. (di Ugo Caltagirone/ANSA)