“Armiamo l’Ucraina”, dagli Usa spirano venti di guerra

UCRAINA: DA MAIDAN A OGGI, LA CRONOLOGIA DEL CONFLITTO
NEW YORK. – I venti di guerra che soffiano sull’Ucraina spirano anche dall’America. Cresce infatti a Washington il partito dei politici e militari che fanno pressioni sul presidente Barack Obama affinché gli Usa forniscano armi “letali” a Kiev in modo che possa “difendersi”. Sono molti gli esponenti repubblicani che stanno alzando sempre più la voce, ma non solo: apparentemente anche diversi stretti collaboratori del Commander in Chief sembrano ormai essere della stessa opinione. In prima fila c’è l’influente senatore repubblicano John McCain. “L’Ucraina non vuole fare altro che difendersi” e noi “dobbiamo fornire armi agli ucraini”, ha detto, aggiungendo che se il presidente Obama non si deciderà a farlo “vedremo di fare una legge che lo richieda”. La strategia di Usa e Germania “non ha senso, non sta funzionando. Il momento di fornire armi all’Ucraina è passato da tempo”, gli ha fatto eco il senatore Ted Cruz, e il suo concetto è stato rilanciato dal senatore Bob Corker che, alzando il livello della polemica, ha affermato che gli Usa hanno fatto “la stessa cosa con l’opposizione siriana, li abbiamo consolati e poi li abbiamo lasciati appesi”. Diversi alti esponenti repubblicani ne fanno una questione di più ampia politica estera, sostenendo che un intervento deciso a favore dell’Ucraina è necessario anche per mandare “un messaggio” ad altri Paesi, come l’Iran, o anche agli stessi alleati degli Usa. “Questa è una lotta tra una democrazia e una dittatura autocratica, e dovremmo schierarci”, ha affermato il senatore Lindsey Graham. E anche Ashton Carter, che Obama ha scelto come prossimo segretario alla Difesa, sembra ormai schierato: “Abbiamo bisogno di aiutare gli ucraini a difendersi” e io “sono incline a fornire loro armi, comprese armi letali”, ha chiaramente detto nel corso di un’audizione davanti alla Commissione del Senato che deve confermare la sua nomina. Anche il segretario di Stato John Kerry oggi ha sibillinamente detto di non avere “dubbi” che gli Usa daranno “ulteriore assistenza” all’Ucraina, “economica e di altro tipo”. Ma il più determinato sembra il vicepresidente Joe Biden: “Troppe volte – ha detto – il presidente Putin ha promesso pace e ha consegnato carri armati, soldati e armi”. “Noi crediamo che gli ucraini abbiano il diritto di difendersi” e “continueremo a fornire all’Ucraina l’assistenza per la sicurezza, per consentire all’Ucraina di difendersi”. In quest’atmosfera, il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest ha sottolineato che si tratta di una decisione che spetta e che “sarà presa dal Commander in Chief”, il presidente. Altre fonti hanno affermato che si tratta di una decisione che probabilmente è tra le più difficili della sua presidenza, e che non sarà presa fino a dopo l’incontro che avrà domani alla Casa Bianca con la cancelliera Angela Merkel – che è fermamente contraria ad ogni fornitura di armi – in modo da sottolineare l’importanza di mantenere un fronte unito nelle alleanze internazionali.