Il G20 discute una soluzione-ponte per la Grecia, ma le Borse tremano

Pubblicato il 09 febbraio 2015 da redazione

grecia-reuters

ISTANBUL. – La crisi greca entra di prepotenza fra gli argomenti dominanti del vertice G20. Dove spunta una possibile via d’uscita dallo stallo sul debito, una prima timida apertura su una soluzione ponte che potrebbe dare tempo ad Atene ma che dovrà passare al vaglio dell’Eurogruppo di mercoledì. Ma mentre i ministri europei al vertice in Turchia escludono un’uscita dall’euro, i mercati tornano a speculare sull’opzione ‘Grexit’ dopo che Tsipras ha confermato il suo ‘no’ all’Europa, con la borsa di Atene a picco. Pier Carlo Padoan, dopo l’uscita del collega greco Yanis Varoufakis che descriveva un’Italia anch’essa “a rischio bancarotta” ma timorosa di fare la voce grossa con la Germania, difende a spada tratta la solidità dei conti italiani, notando che non è il debito dell’Italia ad essere “sul tavolo” dei negoziati. Ma getta anche acqua sul fuoco (“ci siamo chiariti”) e invita Atene a presentare chiaramente il suo piano all’Eurogruppo per una soluzione condivisa. Ottimismo, dunque, sull’idea di una soluzione-ponte di cui “non abbiamo ancora discusso, ne parleremo all’Eurogruppo”. E’ una novità quella che spunta a Istanbul, un’ipotesi di compromesso finora sempre esclusa dall’Ue. Ad anticiparla era stato poco prima il ministro francese delle Finanze Michel Sapin, auspicando un accordo che metta assieme la volontà degli elettori greci, che votando Tsipras hanno dato uno schiaffo alle missioni di monitoraggio della troika, e le regole dell’Eurozona che chiedono ad Atene di firmare un nuovo programma di assistenza. “Credo ci sia la flessibilità necessaria per arrivare a una soluzione di breve termine”, dice Sapin. Con un caveat che forse rivela l’essenza dei negoziati che si aprono mercoledì all’Eurogruppo per sfociare al consiglio Ue del giorno dopo. “Le parole saranno importanti”. La descrizione del piano a breve termine, infatti, potrebbe assomigliare al ‘finanziamento-ponte’ chiesto da Atene, ma anche all’estensione dell’attuale programma di assistenza finanziaria monitorato dalla troika. Il diavolo, dunque, si nasconderà nei dettagli. Che toccherà ai ministri riuniti a Bruxelles limare. Il titolare tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, mette in guardia: “se la Grecia vuole lavorare con noi, gli serve un programma”. Il neo premier Alexis Tsipras si dice ottimista su un accordo con i partner europei. Ma ieri, presentando il programma del suo governo, dichiarava “fallito” il protocollo proposto dai creditori Ue-Bce-Fmi, ribadendo il ‘no’ a un nuovo accordo e chiedendo, appunto, un prestito-ponte. Dall’altra parte anche la Grecia lancia aperture con Varoufakis che oggi promette che Atene attuerà il 70% delle riforme chieste e definisce un “dovere” per tutti trovare l’intesa. Lo aiuterà anche l’Ocse, con il segretario generale Angel Gurrìa che, a margine del G20, esclude ogni ipotesi di ‘Grexit’, e si prepara a partire per Atene dove domani incontrerà Varoufakis e giovedì Tsipras per una consulenza proprio sulle riforme. Più distaccata la posizione del presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker: “Capisco che Tsipras deve creare discontinuità rispetto al precedente governo, ma è anche chiaro che la posizione dell’Ue non cambierà interamente per assumere l’intero programma annunciato”. Dalla sponda atlantica, arrivano inviti al dialogo da parte del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, perché “l’Europa e il Fmi possano lavorare insieme col nuovo governo greco per trovare il modo grazie al quale la Grecia possa tornare a una crescita sostenibile nell’Eurozona”. Una posizione alla quale la cancelliera Angela Merkel replica ribadendo la posizione tedesca: ”aspetto che la Grecia presenti una proposta sostenibile e poi parleremo”. I mercati non si fidano, e l’uscita di Tsipras torna a far temere un ‘Grexit’. E così la Borsa di Atene chiude con un nuovo, forte calo (-4,75%), le banche – sulle quali oggi si è abbattuta la scure di Moody’s che ha tagliato il rating di 5 istituti – vanno a picco (Piraeus -14%, National -9%), lo spread s’impenna sopra i 1.000 punti e il decennale ellenico torna sopra il 10%. Scende anche l’euro, a 1,13 dollari, le altre borse europee vanno giù con Francoforte a -1,69% e Milano a -1,9%.  (dell’inviato Domenico Conti/ANSA)

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