Padoan al G20, la crescita dell’Italia sta accelerando

Ue: Padoan, per riforme inutile linea dura

ISTANBUL. – Dopo tre anni pieni di recessione dal quale è appena uscita, l’Italia torna a crescere, aiutata dal quantitative easing della Bce, dal petrolio ai minimi e dal cambio dell’euro. E’ il quadro tratteggiato al G20 di Istanbul dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e, con toni un po’ più prudenti, dal governatore di Bankitalia Ignazio Visco, mentre da New York rimbalzano le dichiarazioni entusiastiche di Sergio Marchionne che parla di un 2015 “grande anno”, in cui “l’economia italiana sta già ripartendo e mai come adesso l’impegno per le riforme può diminuire”. “La nostra crescita accelera”, dice Padoan ai giornalisti prima di ripartire dal vertice dei ministri delle Finanze e governatori. Citando i dati della Commissione europea, che per il 2015 prevede un’Italia in espansione dello 0,6%, Padoan parla di un “anno di svolta” in tutti i paesi dell’Eurozona avranno una crescita positiva, dopo che proprio l’Italia, fra le maggiori economie, aveva chiuso con il segno meno. In controtendenza con il trend globale, l’Eurozona potrebbe dunque accelerare. Anche se resta ferma su tassi di crescita che il G20, nel suo comunicato finale, non esita a mettere in evidenza assieme al Giappone come aree economiche globali più lente. Aiutano – spiega Visco dopo i colloqui con i colleghi delle 20 economie riunite al centro congressi di Istanbul al riparo da neve e vento gelido – una serie di fattori: euro debole, a 1,13, che spinge l’export di una parte dell’industria. Quantitative easing della Bce, che abbasserà ulteriormente i tassi (quelli applicati dalle banche hanno ancora spazio per scendere). E petrolio in area 50 dollari. Non sarà la “spinta per l’Italia pari al 2,1% del Pil” evocata da Confindustria subito dopo l’annuncio esplosivo del presidente della Bce Mario Draghi. Anzi il governatore è prudente e non si sbilancia, resta sulle posizioni espresse al Forex di Milano di una crescita 2015 un poco superiore allo 0,5%. “I dati di oggi sulla produzione industriale – spiega Visco – dicono che per l’economia italiana le cose vanno un’ ‘anticchia’, un po’ meglio”, nota il governatore suggerendo la gradualità e la volatilità di stime che corono sul filo del decimale, o dello ‘zero virgola’. Istat, oggi, ha tratteggiato il bilancio di un 2014 in rosso, terzo anno consecutivo, con una produzione industriale scesa dello 0,8% rispetto all’anno precedente (-3,2%). A dicembre, tuttavia, arrivano segnali di ripresa con un +0,4% su mese (+0,1% su anno), secondo mese consecutivo con il segno più come non accadeva da fine 2013. Il trend dovrebbe continuare secondo Confindustria, che stime per gennaio un +0,2%. Ripresa, dunque, che passa anche per l’auto, settore industriale dove Istat rileva un balzo del 30,4% di produzione a dicembre rispetto a un anno prima. E proprio dal fronte dell’auto arriva una promozione a pieni voti per il governo. “Non voglio difendere Renzi, ma ha fatto in 11 mesi quello che non è stato fato in anni. Lasciamolo lavorare, non abbiamo scelta”, dice Marchionne. (dell’inviato Domenico Conti/ANSA)

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