Swissleaks: tra i correntisti HSBC svizzera spuntano finanziatori di Al Qaida

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NEW YORK. – Sulla ancora non annunciata corsa alla Casa Bianca di Hillary Cliton si allunga già l’ombra di Swissleaks: la fondazione benefica creata da suo marito Bill dopo aver lasciato la presidenza ha ricevuto un totale di 81 milioni di dollari da sette ricchi magnati internazionali i cui forzieri erano custoditi nei caveaux della filiale svizzera della banca HSBC. Il Dipartimento di Stato – scrive oggi il Guardian – sta valutando se aprire un’azione legale contro l’istituto di credito e i suoi dirigenti, che potrebbero aver aiutato ricchi clienti Usa a frodare il fisco. La senatrice Elizabeth Warren, di cui si sparla spesso come potenziale rivale di Hillary, ha chiesto ai procuratori di “andarci giù duro” se si scoprisse che la banca avesse aiutato clienti americani a evadere le tasse. Dalle liste di nomi della “talpa” Hervé Falciani stanno emergendo segreti imbarazzanti per tutti, non solo in Italia. Non e’ illegale per cittadini non svizzeri mantenere conti in una banca elvetica e non ci sono prove che i donatori dei Clinton avessero evaso le tasse. Tuttavia grazie al segreto bancario le banche svizzere sono diventate una meta privilegiata per super-ricchi di tutto in mondo. A Pechino è risultata coinvolta l’ex figlia del premier Li Peng, Li Xiaolin, mentre tra i titolari di conti bancari c’erano anche diversi uomini della Golden Chain, il gruppo dei principali finanziatori di Al Qaida, ha rivelato Le Monde. Per quel che riguarda i Clinton, tra i tycoon con depositi HSBC, secondo il Guardian, c’era Frank Giustra, il re canadese delle miniere; l’imprenditore britannico Richard Caring, il pilota di Formula Uno Michael Schumacher e Jeffrey Epstein, l’uomo d’affari al centro dell’ultimo Sexgate. Secondo la denuncia di una donna all’epoca minorenne, quest’ultimo avrebbe fornito “lolite” in pasto a amici potenti, tra quali il Principe Andrea e lo stesso Bill. Hillary Clinton da tempo batte sul tasto delle disegueaglianze economiche tra ricchi e poveri in America: molti pensano che in caso di candidatura questo potrebbe essere il leitmotiv della sua campagna elettorale. Come spiegare però, nota il Guardian, l’anelito a una nuova giustizia sociale con l’amicizia e l’aiuto ricevuto sia da lei che dal marito da alcuni degli uomini più ricchi al mondo? Non necessariamente i donatori della Clinton Foundation hanno evaso con i depositi nella filiale svizzera della maggior banca europea: il conto di Giustra, creato nel 2002, conteneva fino a 10 milioni di dollari nel periodo 2006-2007 e, secondo i suoi portavoce, era regolarmente denunciato alle autorità fiscali canadesi. E anche Caring sarebbe riuscito a mantenere legalmente la sua fortuna offshore grazie a una clausola della legge britannica che lo considera un “non residente” in virtù di un padre italo-americano. (di Alessandra Baldini/ANSA)

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