Grecia presenta il suo piano. Berlino, accetti aiuti o è finita

Pubblicato il 10 febbraio 2015 da redazione

++ Tsipras, memorandum è fallito, ora nuovo accordo-ponte ++

BRUXELLES. – La Grecia va alla guerra, e per ora è sola contro tutti: il piano che presenterà domani all’Eurogruppo, nel primo confronto ufficiale con i suoi creditori, non è stato ancora illustrato ma già non piace a nessuno. La guerra, per Atene, si profila lunga e sanguinosa: la Germania chiude alla possibilità di un ‘accordo ponte’ per dare tempo a Tsipras, la Commissione chiude alle proposte fatte finora ed entrambi non vedono un accordo né all’Eurogruppo straordinario di domani né al vertice europeo di giovedì, nonostante gli Usa siano in pressing per un’intesa ragionevole al più presto. Si guarda quindi al nuovo Eurogruppo di lunedì prossimo, e nel frattempo proseguono i contatti tra Atene e Bruxelles a tutti i livelli: Tsipras oggi ha voluto parlare con il presidente Jean Claude Juncker per cercare una sponda in vista della settimana di fuoco, visto che la Germania non lascia aperto nemmeno uno spiraglio. Se la Grecia non accetta l’ultima tranche di aiuti “è finita”, ha tuonato il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble. Atene vuole sia tempo che denaro. Il suo obiettivo è raggiungere con l’Eurogruppo un accordo ‘ponte’ che le consenta di ottenere 10 miliardi euro e tempo fino a fine agosto per negoziare un nuovo programma per gli anni a venire. Il piano che il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis illustrerà domani all’Eurogruppo prevede cinque punti. Primo, il permesso di emettere 8 miliardi di titoli di Stato oltre la soglia consentita. Secondo, avere quei 1,9 miliardi di profitti che le banche centrali della zona euro hanno realizzato sui bond greci. Terzo, rottamare il 30% del Memorandum con l’Ue, sostituendolo con dieci riforme decise dal Governo in collaborazione con l’Ocse, che a sorpresa entra in scena come mediatore. Il segretario generale Angel Gurria è volato proprio oggi ad Atene dal G20 di Istanbul, per aiutare Tsipras e Varoufakis a preparare il compromesso con la Ue. Quarto, il Governo vuole aggiornare la legge di bilancio 2015 riducendo l’avanzo primario da 3% a 1,5%, recuperando in tal modo uno spazio di 2,8 miliardi da usare come coperture per le misure di sostegno alla popolazione annunciate in campagna elettorale. Quinto – e meno digeribile di tutti – uno ‘swap’ dei titoli con nuovi bond a più lunga scadenza o indicizzati alla crescita del pil. Ma il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble è categorico e per ora non lascia alcuna speranza ad un’intesa diversa dagli accordi esistenti: non esiste nessun piano per concedere sei mesi alla Grecia, sarebbe “un errore”. Non solo: se la Grecia non accetta l’ultima tranche di aiuti nel quadro del programma di salvataggio “è finita”, perché i creditori di Atene “non possono negoziare qualcosa di nuovo”. E’ chiaro quindi che “non avremo un nuovo programma domani”, spiega il tedesco, ribadendo una convinzione della stessa Commissione Ue, scettica anch’essa sul negoziato. I contatti avuti finora con le autorità greche, spiegano a Bruxelles, “non sono stati molto fruttuosi”. E a poco è servita la telefonata di Tsipras a Juncker. E mentre la Gran Bretagna si prepara ad uno scenario di ‘Grexit’, che il governatore di Bankitalia Ignazio Visco esclude, il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan resta ottimista: “La mia sensazione è che sulla Grecia siamo agli inizi di un percorso che alla fine sarà positivo”, ha detto ad Istanbul. Anche le Borse sembrano avere fiducia nell’ipotesi di una soluzione a portata di mano, seppur non dietro l’angolo: le europee chiudono tutte in rialzo, e Atene guadagna l’8%.(  (di Chiara De Felice/ANSA)

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