Supemanager sponsorizzano l’Italia a New York

MARCHIONNE, VERSO PAREGGIO OPERATIVO FCA IN EUROPA NEL 2015

NEW YORK. – Messaggio numero uno: l’economia italiana sta ripartendo. Messaggio numero due: non esiste alcun ‘rischio Grecia’. Ecco perche’ questo e’ il momento giusto per cominciare a investire nel Belpaese, “una grande opportunita’” per le imprese americane. E non solo. A farsi promotori di questa opera di convincimento i manager di alcune delle principali imprese italiane, convenuti a New York per incontrare gli investitori a stelle e strisce. In prima fila il numero uno di Fiat, Sergio Marchionne, ma – tra gli altri – anche i vertici di Enel, Eni, Poste italiane, Terna, Wind, Poste Italiane, Farmindustria. Tutti a presentare le loro carte e le loro prospettive nel quadro di un’Italia che forse stavolta, seppur lentamente, sta davvero uscendo dalla crisi. Presenti all’incontro anche il ministro degli affari esteri, Paolo Gentiloni e l’ambasciatore Usa in Italia, John Phillips. “L’Italia si sta avviando verso la crescita”, ha detto quest’ultimo, sottolineando come “ci sia una sottovalutazione delle opportunità di investimento” nel nostro Paese. “Il premier Renzi sta facendo riforme strutturali e istituzionali importanti, e il prossimo anno può essere davvero un anno importante. Ma c’e’ ancora molto da fare”, ha aggiunto Phillips. Da tutti i partecipanti alla kermesse “Italy: We are Open for Business” (nata in collaborazione tra l’Italian Business&Investment Initiative, l’Aspen Institute e il Council of United States and Italy Relations) e’ arrivata la conferma dell’apertura di una linea di credito verso il governo Renzi e verso il suo ambizioso programma di riforme. E’ la loro effettiva realizzazione è l’unica premessa per un successo che in Italia è ancora arduo da raggiungere. Anche se a parere dei piu’ si è a un punto di svolta: “Il 2015 può essere un grande anno per l’Italia, basta giocarselo bene”, ha detto Marchionne, sintetizzando il pensiero e le speranze di tutte le principali aziende italiane. Basta – ha aggiunto il numero uno di Fca – andare avanti con le riforme e non rovinare tutto con i “giochi politici”. E basta non proseguire in Europa sulla strada di un’austerity cieca. Ma Marchionne si e’ detto oggi molto piu’ fiducioso di ieri per quel che riguarda l’Europa (“si e’ avvicinata all’America di Obama, dove ripresa dell’economia e del’occupazione sono oramai una relata’”), rassicurando cosi’ gli investitori Usa: “All’inizio ero preoccupato dal tipo di risposta dell’Europa alla crisi, ora non piu'”. E qualunque cosa accada in Grecia, “questo non avra’ alcun impatto sull’Italia”. Per Marchionne, metabolizzata la paura per i debiti sovrani, ora anche la Germania e’ convinta che se la Grecia uscisse dall’euro non succederebbe niente.