Calcio: Pelè, chi lancia insulti razzisti è malato

(ANSA) – ROMA, 11 FEB – “Se avessi fatto causa ogni volta che mi hanno chiamato negro, avrei ancora dei processi aperti in tutto il mondo”. In un’intervista con il sito Uol, Pelè respinge l’accusa di sottovalutare la discriminazione razziale negli stadi brasiliani. “Quando giocavo, mi fischiavano ma non me ne sono mai preoccupato. Chi fa queste cose non è un tifoso: è un malato che è lì solo per offendere. Se tutti facessimo come Daniel Alves, che ha mangiato la banana lanciatagli, certe cose non succederebbero più”.

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